Giro d’Italia Women 2026, il Piemonte conquista la scena tra maglia rosa e polemiche da 20 grammi
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Redazione Sport
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C’è una regione, il Piemonte, che sembra aver eletto il Giro d’Italia Women a proprio palcoscenico prediletto: con ben nove corregionali in gara, tra cui spiccano le due Elisa (Balsamo e Longo Borghini), la corsa rosa ha assunto i contorni di una vera e propria spedizione del Nord Ovest, capace di imporre il proprio ritmo già nelle battute iniziali della kermesse.
Se Elisa Longo Borghini, reduce da due trionfi consecutivi, si muove da cacciatrice solitaria in attesa delle tappe di alta montagna per centrare un clamoroso tris, è stata un’altra cuneese, Elisa Balsamo, a vestire la maglia più ambita, quella rosa, seppur in circostanze che hanno gettato un’ombra lunga sull’avvio della competizione.
La pattuglia delle piemontesi, che include anche nomi di rilievo come Eleonora Gasparrini, Erica Magnaldi e la giovane Anita Baima, si presenta quindi come la colonna portante di un’edizione che, fin dalla prima tappa Ravenna-Cesenatico, ha offerto più colpi di scena che metri di dislivello.
La notte dei 20 grammi: esclusione e controverse
Il verdetto è arrivato alle 21.22 di sabato sera, quando ormai le cronache della prima frazione sembravano già scritte: la direzione di corsa ha comunicato l’esclusione dell’olandese Lorena Wiebes, vincitrice sul filo di lana davanti alla stessa Balsamo, per una irregolarità tecnica definita al limite dell’assurdo.
La sua bicicletta, sottoposta a controllo, ha fatto segnare l’ago della bilancia a 6,78 chilogrammi, venti grammi – appena due decimi – sotto il limite minimo di 6,8 kg imposto dal regolamento Uci.
Una differenza infinitesimale, in un contesto di volata dove la potenza muscolare conta infinitamente più del peso del telaio, che ha scatenato le ire della formazione SD Worx-Protime; la squadra, pur prendendo atto della sanzione, ha parlato di provvedimento «eccezionalmente severo», sottolineando come il medesimo mezzo fosse stato giudicato conforme in tutte le verifiche precedenti, sollevando dubbi persino sulle procedure di pesatura adottate dagli organizzatori.
A beneficiare di questo ribaltone a tavolino è stata quindi Elisa Balsamo, promossa vincitrice d’ufficio e insignita della maglia rosa, un “passaggio di consegne” forzato che la diretta interessata, tuttavia, si è premurata di rettificare sul campo appena ventiquattr’ore più tardi.
Balsamo non si ferma più, terza tappa in bilico tra pianura e muretti
Se il primo successo portava con sé il retrogusto amaro di una vittoria patita per squalifica, la seconda tappa (Roncade-Caorle) ha restituito alla piemontese della Lidl-Trek la pienezza della gloria: una volata netta, regolando l’irlandese Lara Gillespie e Chiara Consonni, che ha messo la parola fine a qualsiasi polemica, consolidando la sua leadership in classifica generale.
L’attenzione si sposta ora sulla terza frazione, la Bibione-Buja in programma lunedì 1° giugno, un percorso di 156 chilometri che si presenta come un vero e proprio trabocchetto per le ruote veloci.
Per oltre metà gara, il gruppo affronterà il basso friulano in un lungo rettilineo pianeggiante; ma sarà l’ultima ora a decidere le sorti della tappa, con i due Gran Premi della Montagna di Moruzzo e, soprattutto, di Montenars – un muro di 2,5 km con punte al 10% di pendenza – pronti a fare selezione, costringendo le velociste pure a un estenuante lavoro di ricucitura in discesa per rientrare in corsa.
Un copione già visto altre volte al Giro, dove il finale “mosso” diventa spesso la tomba delle sprinter, e dove la maglia rosa Balsamo dovrà dimostrare di saper resistere non solo allo scatto secco, ma anche alla durezza della salita.
Il Giro attende le grandi firme, il futuro parla veneto (ed emiliano)
Mentre il plotone si prepara ad affrontare le prime asperità, lo sguardo degli appassionati non può non andare già agli appuntamenti di fine settimana, dove il percorso si farà più duro e la classifica generale inizierà a prendere forma.
Giovedì 4 giugno, la carovana rosa farà tappa sul Lago di Garda, transitando lungo la statale Gardesana (da Riva del Garda a Peschiera) per la sesta frazione, un trasferimento di 160 km da Ala a Brescello che, con i suoi soli 350 metri di dislivello, rappresenterà l’ultima vera occasione per i velocisti prima della resa dei conti in montagna.
Sarà il preludio al gran finale piemontese, dove Longo Borghini potrà giocarsi le sue carte migliori: la cronoscalata del Nevegal (2 giugno) e l’epica tappa Rivoli-Sestriere, che ripropone la scalata al Colle delle Finestre, sono gli appuntamenti segnati in rosso sul taccuino della fuoriclasse verbanese, chiamata a inseguire un tris che la consegnerebbe definitivamente alla storia della disciplina.
La strada, come sempre in questi frangenti, è l’unica giudice di pace.




