Trump batte Harris, il pronostico sbagliato di Allan Lichtman
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Redazione Esteri
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Allan Lichtman, noto come il "Nostradamus" delle presidenziali americane per aver pronosticato con successo il vincitore di ogni corsa alla Casa Bianca negli ultimi quarant'anni, ha fallito per la seconda volta. Lo storico statunitense, famoso per la sua infallibilità, aveva previsto la vittoria della prima presidente donna, di origine africana e asiatica, riferendosi a Kamala Harris. Tuttavia, il risultato delle elezioni ha visto Donald Trump trionfare con un ampio margine di 13 punti, smentendo le previsioni di Lichtman e del sondaggio pubblicato dal Des Moines Register, che dava Harris avanti di 3 punti in Iowa.
Il Des Moines Register, quotidiano dell'Iowa con una lunga storia iniziata nel 1849 come Iowa Star, è noto per il suo orientamento democratico e per aver ottenuto ben 17 premi Pulitzer. Nonostante la sua reputazione, il sondaggio si è rivelato un gigantesco errore, evidenziando l'incertezza e il rischio che caratterizzano le elezioni americane. Trump, con il suo programma economico "America First, Europe Last", che prevede riduzione delle tasse, maggiore deregolamentazione, norme di immigrazione più restrittive e dazi su vasta scala, ha conquistato un'ampia fetta dell'elettorato, superando Harris con un margine significativo.
Kamala Harris, accompagnata dal marito Douglas, e Joe Biden, con la moglie Jill, hanno affrontato una campagna elettorale intensa, ma non sono riusciti a convincere gli elettori in misura sufficiente per ottenere la vittoria. Scrivendo a cavallo delle elezioni più importanti per l'America, per l'Europa e per il mondo, si percepisce un senso di vertigine, con le linee di faglia della storia mondiale che si intrecciano sotto i piedi di ciascun individuo. Le politiche di Trump, che non sembra avere rimpianti ma solo solide certezze, hanno prevalso, segnando una svolta significativa nel panorama politico americano.
Il pronostico di Lichtman si è rivelato errato, e Trump ha ottenuto una vittoria netta, dimostrando ancora una volta l'imprevedibilità delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti




