Petrolio ai minimi dal 2021: tensioni commerciali e offerta OPEC spingono i prezzi al ribasso
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Redazione Economia
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Il prezzo del petrolio, dopo settimane di volatilità, ha toccato i livelli più bassi degli ultimi quattro anni, un traguardo che non si registrava dal 2021. All’origine del crollo, due fattori principali: l’inasprirsi delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, che ha generato incertezza sui mercati, e l’aumento imprevisto della produzione da parte dell’OPEC+, che ha ampliato l’offerta disponibile.
La mossa della Cina di imporre dazi del 34% su alcuni beni statunitensi – una risposta diretta alle nuove politiche protezionistiche di Donald Trump – ha riacceso i timori di una guerra commerciale su scala globale. Se da un lato il dollaro si è indebolito, con l’indice Dxy in calo dell’1,69% in una sola seduta, una delle peggiori performance dal 2014, dall’altro l’oro ha consolidato il suo ruolo di bene rifugio, continuando a salire nonostante l’instabilità.
Gli effetti del calo del greggio si sono fatti sentire anche sul mercato interno. A Grosseto, i distributori Conad hanno immediatamente adeguato i prezzi alla pompa, portando il gasolio sotto la soglia psicologica di 1,5 euro al litro. Un ribasso significativo, che riflette la rapidità con cui le dinamiche internazionali si ripercuotono sull’economia reale.




