Ternana, il triennio di fuoco e la liquidazione volontaria: tre gestioni, un solo baratro
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Redazione Sport
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Da lunedì scorso, la Ternana Calcio è ufficialmente in liquidazione volontaria, un epilogo che arriva al termine di un triennio caratterizzato da avvicendamenti societari tanto frenetici quanto, alla fine, deleteri. A metterli in fila, quasi fossero tappe obbligate di una discesa senza freni, si contano tre gestioni: quella di Pharmaguida con Nicola Guida, il successivo passaggio di consegne ai fratelli Stefano e Maurizio D’Alessandro (Rabona Mobile) e infine l’avvento della FLACLA, facente capo alla famiglia Rizzo – vale a dire Gian Luigi, sua moglie Laura Melis e la loro figlia Claudia Rizzo. Un’eredità, quella lasciata sul piano finanziario, che paradossalmente non annovera esposizioni debitorie pregresse (i passivi sono stati sempre ripianati da se iniezioni di liquidità, va detto), ma che si porta dietro il fardello di costi di gestione rivelatisi insostenibili per qualsiasi club di serie B, figuriamoci per una retrocessa in serie C come quella ereditata da Guida.
La squadra non si allena e il campionato rischia lo stravolgimento
I calciatori rossoverdi, di fronte a questa débâcle, hanno momentaneamente sospeso l’attività agonistica; tra le ipotesi circolate con maggiore insistenza, c’è anche quella secondo cui la squadra potrebbe non presentarsi in campo nelle ultime due gare contro Bra e Pianese. In quel caso, li perderebbe a tavolino, senza ulteriori scossoni di natura disciplinare per i singoli. Ma il vero nodo, e qui sta la potenziale bomba ad orologeria per l’intera categoria, riguarda l’eventuale revoca dell’affiliazione da parte della Figc. Un copione già visto, purtroppo per i romagnoli, a fine novembre con il Rimini: se accadesse anche per la Ternana, la classifica verrebbe stravolta, in particolare nella lotta per la promozione in B. La palla, a questo punto, passa agli organi federali.
L’avvocato Corridore: “Effetti devastanti, partite annullate”
A gettare luce sulle conseguenze giuridiche di questa scelta è l’avvocato Riccardo Corridore, ex vice sindaco di Terni e grande tifoso delle Fere. La sua analisi, per quanto cruda, non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche: la delibera di messa in liquidazione volontaria, spiega il legale, produrrà effetti devastanti alla luce delle nuove norme federali. Nello specifico, l’articolo 16 comma 7 del NOIF, se letto in combinato con l’articolo 52, decreta che – non appena la delibera riceverà la necessaria pubblicità mediante trascrizione alla Camera di Commercio – la Ternana verrà definitivamente cancellata. Conseguenza diretta? La revoca dell’affiliazione e del titolo sportivo da parte della Lega, con l’annullamento di tutte le partite fin qui disputate. Nessuna pietà, insomma, per il calendario già scritto.
Il “derby” si sposta sui social: il sarcasso del Perugia e il vuoto dei rivali
Se a Terni si consuma il dramma sportivo di un’esistenza ormai segnata, lungo la E45 il termometro della rivalità si è spostato prepotentemente sui social network. La notizia del tracollo ha invaso i gruppi storici della tifoseria del Perugia, scatenando un’ondata di commenti che spaziano dal sarcasmo più perfido – quello che gode della disgrazia altrui – fino a una più ragionata preoccupazione per il destino dei derby futuri. Perché, alla fine, anche il nemico più acerrimo si rende conto che senza un avversario degno (o semplicemente esistente) viene meno il sale della competizione. E intanto, a Terni, si attende solo di sapere se la Figc seguirà l’esempio del caso Rimini, riscrivendo di fatto la classifica di un intero girone.




