Papa Leone XIV a Napoli e Pompei, tra folla e misure blindate: attesa per le 30mila persone in piazza
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Redazione Interno
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L’ombra lunga del coprifuoco tecnologico, quella che precede l’arrivo di un capo di Stato ma anche di un pastore globale come papa Leone XIV, si è già impossessata da giorni delle strade di Napoli e Pompei. La visita pastorale, che si concentrerà in una finestra serrata di appena dieci ore, ha imposto un dispositivo di sicurezza capillare, frutto di un lavoro avviato in Prefettura a metà marzo e poi dettagliato attraverso numerose riunioni del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Dalla questura, che ha emanato le disposizioni definitive, partono servizi di vigilanza straordinari: controllo minuzioso del territorio, presìdi agli scali aeroportuali, alle stazioni ferroviarie e alle aree portuali – queste ultime vere e proprie porte d’accesso per i pellegrini giunti da ogni dove. A Napoli, intanto, si è scelta la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per l’intera giornata, un segnale tangibile di come si voglia limitare ogni variabile imprevista in un contesto urbano già di per sé complesso.
Il percorso dell’elicottero e il passaggio della papamobile
La Rotonda Diaz, affacciata sul lungomare partenopeo, ha ospitato per ore le prove tecniche di atterraggio e decollo dell’elicottero che condurrà il pontefice; una coreografia silenziosa e meticolosa, alla quale si aggiunge un altro elemento logistico di rilievo: la papamobile, giunta in città già da giovedì scorso. Sarà proprio quel mezzo, utilizzato da Prevost – così si chiama il Santo Padre, Robert Francis Prevost – a percorrere un impressionante elenco di strade, una vera e propria mappa della città che toccherà via Caracciolo, piazza Vittoria, via Arcoleo, via Chiatamone, via Lucilio, via Nazario Sauro, via Acton, piazza Municipio, via Depretis, piazza Bovio, corso Umberto I, via Seggio del Popolo, via dei Cimbri, via Duomo, via Vittorio Emanuele III, via San Carlo, piazza Trieste e Trento, e infine piazza del Plebiscito con via Cesario Console. Un serpentone di asfalto e fede che attraversa quartieri centrali e snodi nevralgici, trasformando ogni angolo in una postazione avanzata di controllo.
Trentamila abbracci e il filo rosso con Pompei
Il culmine dell’intera giornata è atteso nel pomeriggio, quando piazza del Plebiscito si prepara ad accogliere trentamila fedeli; li abbraccerà idealmente, tutti, in quello che rappresenta il primo “compleanno” da pontefice festeggiato in Campania. Prima però c’è Pompei, dove la supplica alla Madonna del Rosario scandirà un momento di preghiera intimo e solenne, lontano dalla folla oceanica che poi lo aspetterà nel capoluogo. Nella cattedrale di Napoli, altra tappa intermedia, le energie si concentreranno sull’incontro con i sacerdoti, un passaggio meno mediatico ma essenziale per la natura stessa della visita pastorale. A tenere insieme questi due poli geografici e spirituali – Pompei e Napoli – ci sarà anche il richiamo alla pace: il pontefice ribadirà l’appello per la fine di tutte le guerre, un tema che ormai accompagna ogni suo spostamento ufficiale.
Fiori, mele annurche e la diretta continua
Non mancano gli aspetti più legati alla tradizione e all’identità locale. Coldiretti Campania, con il supporto della Consulta florovivaistica regionale, ha garantito l’addobbo floreale del duomo e del palco allestito proprio in piazza del Plebiscito – quello stesso palco dal quale leone xiv saluterà i presenti alle 17:15. Ai fedeli e ai pellegrini saranno distribuite mele annurche igp, un gesto che unisce agricoltura, spiritualità e un pezzo di storia gastronomica partenopea. L’intera giornata è seguita in presa diretta dagli inviati del Mattino.it, con aggiornamenti continui e un collegamento video che permette a chi non è in piazza di seguire ogni passaggio. Un anno esatto dopo l’elezione, il papa varca dunque la soglia della Campania con un programma serrato, privo di soste significative, consegnando alle cronache un evento che chiedeva preparazione da mesi e che ora – tra transenne, metal detector e ali di folla silenziosa – si prepara a entrare nella memoria collettiva della regione.




