L’ombra del racket di Pasqua dietro i due omicidi ad Arzano e Marano, vertice in Prefettura per il piano sicurezza
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Redazione Interno
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La scadenza delle rate del pizzo, quella che gli investigatori chiamano la dead line pasquale, torna a tingere di sangue l’area metropolitana a nord di Napoli. Il fine settimana appena trascorso ha consegnato un bilancio pesantissimo: due omicidi e un agguato, una sequenza di eventi che ha spinto il prefetto a convocare un vertice d’urgenza a Palazzo di Governo. Il primo episodio, nella mattina di sabato, è avvenuto a Marano, in via Svizzera all’angolo con corso Europa: qui hanno ucciso Castrese Palumbo, 79 anni, conosciuto negli ambienti criminali con il soprannome di “Svitapierno” e considerato dagli inquirenti un uomo d’onore del clan Nuvoletta. La vittima, che in passato aveva accumulato precedenti per traffico di stupefacenti e associazione mafiosa, è stata raggiunta da una raffica di proiettili calibro 9 mentre si trovava al volante della sua Toyota Yaris, con il motore spento e in attesa di qualcuno: una dinamica, quest’ultima, che lascia supporre un appuntamento concordato e poi rivelatosi una trappola mortale. Sul selciato i carabinieri della compagnia locale hanno rinvenuto dodici bossoli, sei dei quali hanno centrato la testa dell’anziano, conferendo all’esecuzione i crismi di una sentenza di stampo camorristico.
Poche ore più tardi, nel tardo pomeriggio, la scena si è spostata ad Arzano, in via Mazzini, dove un commando ha aperto il fuoco contro Armando Lupoli, 39enne del posto, già noto alle forze dell’ordine. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Frattamaggiore, l’uomo è deceduto poco dopo il ricovero a causa delle ferite riportate. Un territorio, quello di Arzano, già segnato dalla violenza: appena un mese fa, il 4 febbraio, vi aveva perso la vita Rosario Coppola, un imbianchino senza legami con la criminalità organizzata, ucciso in circostanze ancora tutte da chiarire. Un elemento, però, accomuna i due delitti di sabato: la prossimità con la scadenza del racket delle imposizioni pasquali. Una ricorrenza, questa, che rappresenta tradizionalmente un momento di pressione massima sugli imprenditori e i commercianti del territorio, chiamati a versare il pizzo, e che spesso fa da detonatore per riassetti di potere e conti da regolare tra le consorterie criminali.
La pista della vendetta e il legame con un omicidio del 2024
Sul delitto di Marano, gli investigatori del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e i pm della Direzione Distrettuale Antimafia, con la sostituta Maria Sepe che coordina le indagini, stanno vagliando più piste senza tralasciare alcun dettaglio. Tra le ipotesi al vaglio, quella di una vendetta trasversale legata a un precedente fatto di sangue che ha scosso la zona. Castrese Palumbo, è emerso dagli accertamenti, era il nonno di Aurelio Taglialatela, il giovane condannato in via definitiva a 17 anni e 4 mesi per l’omicidio di Corrado Finale, un ventenne investito volontariamente con uno scooter il 15 settembre 2024 al termine di una lite. Secondo quanto ricostruito dagli atti giudiziari di quel procedimento, Palumbo avrebbe avuto un ruolo nell’escalation di tensioni che portò a quel tragico epilogo: in più occasioni, avrebbe spronato il nipote a reagire contro l’amico della vittima, arrivando a consegnargli una pistola a salve. Un retroscena che ora gli inquirenti stanno rileggendo con attenzione, chiedendosi se l’agguato a “Svitapierno” non sia da collegare a quel vecchio capitolo giudiziario. A rafforzare l’ipotesi di un’esecuzione studiata nei minimi dettagli è anche la fuga dei killer, che dopo aver sparato si sono dileguati a bordo di uno scooter, infilandosi per le vie del centro storico di Marano, un percorso tortuoso che denota una conoscenza capillare del territorio e dei vicoli più impervi, quelli che si arrampicano verso le curve del Castello.
Controlli a tappeto e l’arresto di un 49enne con una arma modificata
Nella notte successiva ai delitti, i carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno messo in campo un imponente dispositivo di controllo, setacciando le strade di Arzano e dei comuni limitrofi con decine di pattuglie. Un'attività preventiva e repressiva che ha portato a un primo risultato concreto: l’arresto di un 49enne incensurato di Arzano, finito in manette con l’accusa di detenzione di arma da fuoco clandestina. I militari, durante una perquisizione nella sua abitazione, hanno rinvenuto una pistola calibro 8 millimetri modello 85, la cui canna era stata modificata per ospitare proiettili calibro 7,65, e un caricatore colmo con sette colpi calibro 380. L'arma, ora, sarà sottoposta ad accertamenti balistici da parte degli esperti: l'obiettivo è verificare se sia stata utilizzata in uno dei recenti omicidi o in altri episodi delittuosi ancora irrisolti, un passaggio tecnico fondamentale per dare un nome e un volto agli esecutori materiali dei due agguati.
Piano straordinario di videosorveglianza e pattugliamenti nell’hinterland
Il vertice in Prefettura, convocato per fare il punto sulla situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica nell’hinterland, ha sancito un’intensificazione senza precedenti delle misure di contrasto. La risposta istituzionale, coordinandosi con la magistratura, si tradurrà in un piano congiunto che prevede un incremento esponenziale dei pattugliamenti nelle aree considerate più sensibili, da Marano ad Arzano, passando per Torre Annunziata dove nel weekend si è registrato un agguato fallito. Oltre alla presenza massiccia sul territorio, si punterà a potenziare la rete di videosorveglianza, installando nuove telecamere in punti strategici per monitorare le piazze di spaccio e i percorsi utilizzati dai sicari per i loro spostamenti e le successive fughe. Un'azione, quella voluta dal prefetto, che mira a colpire il sistema criminale a tutto tondo, dalla raccolta del pizzo nei cantieri edili fino al controllo delle società di intermediazione immobiliare e finanziaria, spesso ricettacolo di capitali illeciti, in un contesto in cui la scadenza delle festività non fa che acuire la pressione dei clan su un tessuto imprenditoriale già provato.




