Covid, la variante LP.8.1 cresce in Europa: Bassetti invita alla cautela
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Redazione Salute
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Da settimane, in Europa e non solo, si registra un incremento dei casi legati alla variante LP.8.1 del Sars-CoV-2, un lignaggio derivato dalla famiglia JN.1, già protagonista delle ondate epidemiche tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. Sebbene non si tratti di una mutazione completamente nuova, la sua rapida diffusione ha spinto gli esperti a monitorarne l’evoluzione con attenzione. Matteo Bassetti, infettivologo noto per il suo approccio diretto, ha esortato a "stare in campana", sottolineando come questa versione del virus mostri una certa capacità di eludere le difese immunitarie, pur senza presentare – al momento – un picco di contagiosità particolarmente elevato.
Negli Stati Uniti, dove Donald Trump è tornato alla Casa Bianca, la LP.8.1 rappresenta già circa il 42% delle infezioni, secondo i dati dei Cdc. Nel Regno Unito, invece, è diventata dominante, raggiungendo il 60% dei casi sequenziati, mentre in Asia, soprattutto a Singapore e Hong Kong, i contagi stanno aumentando in modo significativo. L’Europa, Italia compresa, sembra seguire lo stesso trend, con un progressivo incremento delle diagnosi che, seppur senza allarmismi, impone una vigilanza costante.
Quello che preoccupa, più della velocità di trasmissione, è la ridotta efficacia dei vaccini attuali nel contrastare l’infezione. Gli studi preliminari suggeriscono che la LP.8.1 possieda mutazioni in grado di aggirare in parte gli anticorpi sviluppati grazie alle precedenti immunizzazioni o a infezioni pregresse. Non è ancora chiaro, però, se questa caratteristica si traduca in una maggiore severità della malattia. I sintomi riportati finora appaiono simili a quelli delle varianti recenti: febbre, affaticamento, disturbi respiratori lievi, con rari casi di aggravamento tra i soggetti fragili.




