A una settimana dal conclave, i nomi che circolano per la successione di Francesco
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Redazione Interno
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Tra sette giorni, il 7 maggio, 133 cardinali elettori si riuniranno nella Cappella Sistina per dare inizio al conclave, il processo segreto che porterà all’elezione del nuovo pontefice. Quattro scrutini giornalieri – due al mattino e due al pomeriggio – scandiranno i lavori fino a quando uno dei candidati non otterrà i due terzi dei consensi. La messa Pro eligendo pontifice, celebrata nella basilica di San Pietro la mattina del giorno stesso, precederà l’apertura delle votazioni, fissata per le 16:30.
Se il meccanismo è noto, meno chiari sono invece i pronostici sui favoriti. Secondo le scommesse, in testa c’è il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato sotto Francesco, con una probabilità del 31%. A seguire, il filippino Luis Antonio Tagle (23%), considerato un moderato, e l’ungherese Péter Erdő, esponente di spicco dell’ala conservatrice. Completano la lista il presidente della CEI Matteo Zuppi, noto per le sue posizioni progressiste, e il ghanese Peter Turkson, già presidente del Pontificio consiglio della giustizia e della pace.
L’incertezza, però, rimane alta. Come sottolinea lo storico Giovanni Maria Vian, già direttore dell’Osservatore Romano, una parte consistente del collegio cardinalizio – quasi un terzo – appare ancora indecisa, creando quella che definisce una "palude" di voti fluttuanti. Un quadro reso ancor più complesso dalla "mutazione antropologica" che, secondo alcuni osservatori, ha modificato gli equilibri interni alla Chiesa negli ultimi anni.




