Ritrovato a 357 metri di profondità il corpo del 21enne annegato nel Lago di Como
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Redazione Interno
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Si sono concluse questa mattina, martedì 18 agosto, le ricerche di Jeirom Rayan Beylen, il ventunenne di origini filippine scomparso la vigilia di Ferragosto nelle acque del Lago di Como. Il corpo del giovane, nato a Biella ma residente a Bergamo, è stato individuato e recuperato a una profondità di 357 metri al largo di Lenno, nel territorio di Tremezzina, dal gruppo dei Volontari del Garda, che ha utilizzato un robot subacqueo per le operazioni di recupero in un tratto di lago particolarmente profondo e insidioso.
La dinamica della scomparsa
Il dramma si era consumato nel pomeriggio del 14 agosto, quando il ragazzo, che si trovava in barca con la fidanzata, si era tuffato in acqua per un bagno ma non era più riemerso. La giovane, dopo averlo visto scomparire sott'acqua senza che riaffiorasse, aveva immediatamente lanciato l'allarme, dando inizio a una complessa opera di ricerca che ha coinvolto diverse strutture e che si è protratta per quattro giorni, alimentando la speranza e poi la preoccupazione tra familiari e amici.
Le operazioni di recupero
Le ricerche, coordinate dal reparto operativo laghi della Guardia Costiera di Milano attraverso il Lake Rescue Sub Center, avevano inizialmente battuto ampie porzioni del bacino senza esito, fino a quando il subentro dei Volontari del Garda non ha consentito l'impiego di attrezzature specifiche per le grandi profondità.
È stato proprio l'utilizzo del robot subacqueo, in grado di operare a pressioni elevatissime, a permettere l'individuazione del corpo sul fondale, a una quota che supera di gran lunga le normali possibilità di intervento dei sommozzatori, rendendo il ritrovamento un'esito tecnico di rilievo oltre che un momento di chiusura per la vicenda.
Il ringraziamento delle istituzioni
A seguito del recupero, il sindaco di Tremezzina, Mauro Guerra, ha voluto esprimere parole di vicinanza alla famiglia del ragazzo, unitamente a un ringraziamento pubblico per tutti coloro che si sono prodigati nelle operazioni, nonostante le condizioni oggettivamente difficili del fondale e della morfologia del lago in quella zona.
Il primo cittadino ha inoltre sottolineato l'importanza del supporto logistico fornito da due strutture ricettive del territorio, che hanno agevolato le squadre di soccorso durante i giorni di ricerca, auspicando che episodi del genere possano comunque stimolare una riflessione sulla sicurezza e sulla fruizione consapevole delle acque.
Le indagini della Guardia Costiera, che hanno seguito passo passo la vicenda, si sono ora concluse con il recupero, e non emergono al momento particolari ipotesi investigative alternative a quella dell'incidente, legato probabilmente a un malore o a un'improvvisa difficoltà durante il bagno, in un tratto di lago che nasconde insidie note ai naviganti e ai bagnanti più esperti.
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