Aldo Agroppi, un addio a un simbolo del calcio italiano
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Aldo Agroppi, ex calciatore, allenatore e opinionista, è scomparso il 2 gennaio all'età di 80 anni. Nato a Piombino, Agroppi ha lasciato un segno indelebile nel mondo del calcio italiano, sia per le sue doti tecniche che per il suo carattere schietto e anticonformista. La sua carriera calcistica, iniziata nel Torino nel 1967, è stata segnata da momenti di grande successo e da episodi tragici, come l'incidente che costò la vita a Gigi Meroni proprio il giorno del suo esordio in Serie A.
Agroppi, che ha militato nel Torino fino al 1975, è stato uno dei simboli del "tremendismo granata", contribuendo alla conquista di due Coppe Italia e ottenendo anche cinque presenze in Nazionale. La sua personalità forte e la sua avversione per l'ipocrisia lo hanno reso un personaggio unico, sia in campo che fuori. Celebre è rimasta la sua dichiarazione al Guerin Sportivo nel 1988: "Io non so tenere le relazioni pubbliche con la gente che non è seria, perché non la sopporto".
Renzo Ulivieri, presidente dell'Associazione Italiana Allenatori Calcio e direttore della scuola allenatori della FIGC, ha ricordato Agroppi con parole affettuose, sottolineando la sua autenticità e la sua capacità di andare controcorrente. Ulivieri ha descritto Agroppi come "di scoglio", in contrapposizione a se stesso, "di terra", e a Marcello Lippi, "di sabbia", una classificazione che, secondo Ulivieri, era stata ideata dallo stesso Agroppi.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione nel mondo del calcio, con numerosi messaggi di cordoglio da parte di ex compagni di squadra, allenatori e tifosi.




