Hong Kong, inseguimento a squadre: bene le donne, fuori gli uomini

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La tappa asiatica della Coppa del Mondo di ciclismo su pista, ospitata a Hong Kong, ha subito tracciato un solco profondo tra i due sessi, almeno per quanto riguarda le prestazioni nelle discipline a squadre. Da un lato, le atlete italiane hanno aperto le danze con un crono che, sebbene non premiato dalla vittoria finale, ha rappresentato un chiaro segnale di competitività; dall’altro, i colleghi uomini hanno rimediato una prematura eliminazione, uscendo di scena in una sessione inaugurale che prometteva ben altro. Una forbice, quella tra i risultati, che ha offerto spunti immediati per gli addetti ai lavori, senza però lasciare spazio a facili entusiasmi o a recriminazioni affrettate.

Le donne firmano il miglior tempo, poi si fermano in semifinale

La formazione femminile, nel corso delle batterie di qualificazione, ha infatti stampato il miglior tempo assoluto, un’impresa che aveva riacceso la speranza di un percorso netto verso l’oro. Eppure, nel turno successivo – quello decisivo per l’accesso alla finale – le azzurre hanno dovuto inchinarsi alla Gran Bretagna, chiudendo con un crono di 4:19.301, un distacco di oltre sei secondi (4:12.897 per le britanniche) che ha evidenziato un divario difficilmente colmabile in una sola gara. La stessa Gran Bretagna, insieme alla Nuova Zelanda (che aveva fermato il cronometro su 4:10.351 contro la Cina), si giocherà dunque il primo posto, mentre per il terzo gradino del podio si sfideranno la Cina (4:14.922) e la Francia (4:12.753 nel confronto con il Giappone). Un’occasione mancata, quella italiana, che lascia comunque intravedere una solidità di base, visto il primato conquistato nella fase a cronometro.

Uomini ultimi e fuori dai giochi: un ko secco

Se per le donne il rammarico è almeno temperato dal risultato nelle qualificazioni, per gli uomini il bilancio è spietato. La selezione maschile, infatti, ha concluso la propria prova all’ultimo posto, venendo eliminata senza possibilità di replica. Un’uscita di scena che non ammette mezzi termini, frutto di una prestazione collettiva al di sotto delle aspettative e che impone una riflessione tecnica sull’approccio a questa specifica specialità, l’inseguimento a squadre. Nessun incidente o imprevisto di rilievo è stato segnalato durante la gara – almeno stando ai primi resoconti ufficiali – e proprio per questo il risultato appare ancora più pesante per i direttori sportivi, i quali dovranno valutare eventuali cambi di passo o di organico in vista delle prossime tappe.

Fiorin, però, risolleva il morale con l’eliminazione

A salvare parzialmente la giornata azzurra, e a distogliere l’attenzione dal ko maschile nell’inseguimento, ci ha pensato Matteo Fiorin (Centro Sportivo Esercito, sebbene alcune fonti lo abbiano accreditato alla Solme Olmo Arvedi, a riprova di una certa fluidità nelle sue affiliazioni). Il giovane corridore ha infatti conquistato una vittoria di classe nella gara a Eliminazione, imponendosi con lucidità e restando costantemente nelle prime posizioni. Nell’ultimo sprint, Fiorin ha avuto la meglio sul neozelandese Thomas Sexton e sull’olandese Havik, dimostrando una maturità tattica non comune per un atleta della sua età. Un successo che, seppur non attenui la delusione per l’uscita dei quartetti maschili, restituisce un quadro meno cupo alla spedizione italiana, la quale può contare su un interprete di indubbio talento nelle prove di forza e resistenza.

Un avvio in chiaroscuro, tra squilli solitari e cadute collettive

La sostanza, al termine della prima giornata di gare a Hong Kong, è dunque quella di un’Italia a due facce: scintillante con i singoli (leggi Fiorin) e brillante nel femminile almeno in qualifica, ma opaca e fuori ritmo nella prova regina maschile. Nessuna drammatizzazione, va detto, perché la Coppa del Mondo è un palcoscenico lungo e le gerarchie possono ancora essere ribaltate. Ma il dato numerico – donne prime a cronometro e poi quarte, uomini ultimi e immediatamente eliminati – parla chiaro. Ora l’attenzione si sposta sulle gare individuali e sui prossimi impegni dei quartetti, con la consapevolezza che, in una disciplina di frazioni e millesimi, un passo falso può costare caro quanto un buon crono può illudere.

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