L'escalation della crisi di Suez mette a rischio l'industria piemontese
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Redazione Economia
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La crisi in corso nel Medio Oriente potrebbe avere ripercussioni significative sull'industria del Piemonte, secondo Dino De Santis, Presidente di ConfartigianaTO. La regione, che esporta merci via mare attraverso il Canale di Suez e il Mar Rosso per un valore di oltre 4 miliardi di euro, rischia di subire un rallentamento, se non una riduzione, dell'approvvigionamento di prodotti essenziali per la sua manifattura.
Impatto sul settore energetico
Inoltre, il Qatar ha deciso di sospendere il passaggio delle sue navi cisterna con il Gas naturale liquefatto (Gnl), aumentando il rischio di un'impennata dei prezzi dell'energia.
Effetti sui porti italiani
Stefano Messina, presidente di Assarmatori, ha avvertito che se il blocco parziale del transito delle navi mercantili attraverso il canale di Suez dovesse protrarsi, l'attività nei porti italiani potrebbe subire un forte calo, anche del 30%. I porti del Nord Europa, a cominciare da Rotterdam e Amsterdam, potrebbero trarre vantaggio dalla rotta che passa per il Capo di Buona Speranza, circumnavigando l'Africa, nelle linee commerciali tra l'Europa e l'Estremo Oriente.
Ripercussioni sul settore automobilistico
La crisi nel canale di Suez sta determinando un effetto domino nel settore delle auto, attraverso ritardi nelle consegne, carenza di pezzi di ricambio e aumento di furti di vetture nelle città. Federcarrozzieri, l'associazione delle autocarrozzerie italiane, segnala crescenti difficoltà per le imprese del settore e disagi per i cittadini.




