Orietta Berti lancia QCPF e guarda all’AI: “I giovani mi danno energia”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Orietta Berti torna al centro della scena musicale con QCPF – Quadri, Cuori, Picche, Fiori, il nuovo singolo realizzato insieme a Il Rosso e IAEM, già indicato come uno dei tormentoni dell’estate. L’artista, da decenni tra le figure più riconoscibili della musica italiana, continua a dialogare con il pubblico più giovane e attribuisce proprio a questo rapporto una parte importante della sua energia. La cantante affronta anche le nuove possibilità offerte dalla tecnologia, dimostrando curiosità verso l’intelligenza artificiale e inserendola nel progetto musicale che segna la sua più recente uscita discografica. Dopo oltre sessant’anni di carriera, l’Usignolo di Cavriago continua così a esplorare linguaggi diversi senza rinunciare alla propria identità artistica.
QCPF tra simboli dell’amore e sperimentazione digitale
Il nuovo brano prende il titolo dai quattro semi delle carte francesi: Quadri, Cuori, Picche e Fiori. Per Orietta Berti questa scelta non è casuale, perché il gioco delle carte richiama direttamente il tema dell’amore, al centro della canzone. La cantante ha spiegato il significato attribuito a ciascun seme: i quadri rappresentano gli amori platonici, i cuori le storie di passione, le picche gli amori inconcludenti e i fiori l’amore romantico, fatto di dolcezza e attenzioni. Attraverso questa lettura simbolica, il brano costruisce un percorso che attraversa diverse sfumature dei sentimenti, mantenendo un linguaggio immediato e popolare. Allo stesso tempo, il progetto si distingue per il contributo dell’intelligenza artificiale, elemento che Orietta Berti non vive come una minaccia ma come uno strumento da utilizzare e approfondire.
Parlando del rapporto con la tecnologia, l’artista ha mostrato apertura verso le nuove frontiere della musica digitale. Il suo “duetto digitale” rappresenta infatti una delle caratteristiche più particolari di QCPF. Orietta Berti ha spiegato di voler continuare a utilizzare l’AI, arrivando a sostenere che possa persino avere un ruolo utile per chi incontra difficoltà nel canto. Una posizione che conferma la volontà di confrontarsi con le innovazioni senza pregiudizi, mantenendo viva quella curiosità che continua a guidarla dopo una carriera lunghissima. La presenza dell’intelligenza artificiale nel nuovo singolo si inserisce quindi in un percorso artistico che guarda al futuro senza interrompere il legame con il pubblico che l’ha accompagnata negli anni.
Dalla Malesia ai progetti futuri: una carriera che continua
Tra i temi affrontati recentemente da Orietta Berti c’è anche l’esperienza vissuta a Money Road. Ripercorrendo alcuni momenti legati a quell’avventura, la cantante ha raccontato con ironia un episodio che riguarda la giungla malese. Aveva sperato di incontrare la celebre tigre della Malesia, ma il suo percorso ha riservato un esito differente. Come ha spiegato, non ne ha visto nemmeno l’ombra e l’unico incontro ravvicinato è stato con un pitone, che a suo dire appariva più spaventato di lei. Il racconto si intreccia con ricordi personali e con quella dimensione di meraviglia che continua ad accompagnare molte delle sue esperienze professionali e televisive.
Il giorno 1 giugno Orietta Berti ha compiuto 83 anni, ma l’idea del ritiro non rientra nei suoi programmi. In un’intervista ha dichiarato con chiarezza di voler continuare a lavorare finché ne avrà la possibilità, richiamando gli esempi di Ornella Vanoni e Charles Aznavour. La cantante ha spiegato che la sua intensa presenza televisiva è legata anche al desiderio di fare sempre più concerti, attività che continua a considerare centrale nel proprio percorso artistico. Le sue parole restituiscono l’immagine di un’interprete ancora pienamente coinvolta nella musica e nella dimensione dal vivo, nonostante il traguardo anagrafico raggiunto.
Accanto agli impegni professionali, non mancano nemmeno i progetti personali e i desideri di viaggio. Tra questi c’è la volontà di tornare in Lapponia, nell’hotel di ghiaccio che aveva scoperto durante un’esperienza da inviata di Quelli che il calcio. Il riferimento emerge insieme ad altri ricordi e contribuisce a delineare un ritratto fatto di curiosità, movimento e continua ricerca di nuove esperienze. In questo contesto si inserisce anche il successo di QCPF, un brano che unisce il racconto dell’amore, la collaborazione con nuovi artisti e l’apertura verso l’intelligenza artificiale. Elementi differenti che convergono in una fase della carriera di Orietta Berti caratterizzata da una costante voglia di sperimentare e dal rapporto diretto con le nuove generazioni, indicate dalla stessa artista come una fonte preziosa di energia.
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