Gradimento dei sindaci, Massari scende al 46° posto in Italia: a Reggio Emilia consenso al 53,5%
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Redazione Interno
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Il consenso popolare verso gli amministratori locali subisce una flessione generalizzata, e la fotografia scattata dal "Governance Poll 2026" per Il Sole 24 Ore restituisce un quadro chiaro delle dinamiche in corso nei territori. La rilevazione, condotta da Noto Sondaggi su un campione di mille elettori per regione e seicento per singolo Comune, con un'accurata disaggregazione per genere, età e zona di residenza, certifica un dato di tendenza che investe trasversalmente il panorama nazionale.
Soltanto un primo cittadino dell'Emilia-Romagna riesce a posizionarsi nella top ten della classifica, e si tratta di un elemento che inevitabilmente accende i riflettori sulle performance dei sindaci del territorio, a cominciare da quelli dei capoluoghi.
Il crollo di Lepore e il caso Bologna
Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, vive un momento politicamente complesso: il suo gradimento è sceso al 64esimo posto assoluto, con un 51 per cento di consensi che segna un calo di 10,9 punti percentuali rispetto al giorno della sua elezione, e addirittura un -2,5 per cento in confronto all'edizione 2025 del medesimo sondaggio.
Un dato che lo colloca all'ultimo posto tra i colleghi emiliano-romagnoli e in coda anche tra i grandi sindaci eletti nel 2021, una flessione che l'esponente politico Pier Ferdinando Casini, intervenendo sulla questione, non ha esitato a definire come un fenomeno atteso, attribuendone le cause alla "fatica dei cantieri" che caratterizza la gestione urbanistica della città.
L'analisi di Casini, che appare con un intervento pubblicato in seguito alla diffusione della graduatoria, suggerisce che l'impopolarità momentanea sia legata ai disagi provocati dai lavori pubblici, ipotizzando che, una volta terminati gli interventi, i bolognesi possano ricredersi sulla sua operato. Nel frattempo, però, il dato resta impietoso e racconta di una fiducia che si è incrinata in modo significativo, complice forse una visione ritenuta da alcuni eccessivamente ideologica.
La sorpresa Ferrara: il segreto di Fabbri
All'estremo opposto dello spettro del gradimento si colloca invece il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, che si conferma tra gli amministratori più apprezzati del Paese, resistendo indenne anche a quelle che potremmo definire piccole scosse di natura politica che hanno caratterizzato l'ultimo anno.
A quanto pare, neppure i cosiddetti "scandali" di portata minore, o meglio le polemiche che hanno lambito la sua amministrazione, sono riuscite a intaccare l'immagine che la città ha di lui, e questo fenomeno viene ricondotto alla capacità di intrecciare la persona con il personaggio politico, una sintesi che, se gestita da abili comunicatori, si trasforma in un motore potentissimo del consenso.
Il riferimento corre a quel celebre manifesto elettorale che all'inizio del 2019 bussò alle porte dei ferraresi, un simbolo di una comunicazione che aveva già anticipato la forza di un legame che oggi, a distanza di anni, appare ancora saldo. La tenuta di Fabbri, in un contesto nazionale che vede invece calare due sindaci su tre, rappresenta quasi un'eccezione statistica, un caso di studio su come la percezione pubblica possa restare ancorata a un'immagine positiva nonostante le avversità e le critiche contingenti.
Il dato di Reggio Emilia e il posizionamento di Massari
Il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, si attesta invece al 46esimo posto nella classifica nazionale, un piazzamento che lo colloca in una posizione di sostanziale equilibrio rispetto alla media dei primi cittadini italiani, con un gradimento che raggiunge il 53,5 per cento. Un dato che, pur non collocandolo tra i primissimi, lo pone comunque in una fascia di comfort superiore a quella di molti colleghi, e che fotografa un rapporto con la cittadinanza che, al momento, non mostra le crepe profonde osservate altrove.
La flessione generalizzata dei consensi registrata a livello nazionale, che penalizza la maggioranza degli amministratori, sembra aver risparmiato in parte Massari, il quale mantiene una soglia di fiducia che gli consente di guardare con relativa serenità al futuro prossimo della sua amministrazione.
In un contesto regionale che vede il solo sindaco di Piacenza, Katia Tarasconi, entrare nella top ten della graduatoria complessiva, il posizionamento di Massari rappresenta un punto fermo per il capoluogo emiliano, anche se la distanza dai vertici della classifica suggerisce che il margine di miglioramento esista e sia concretamente perseguibile.
La fotografia del Governance Poll 2026
La rilevazione di Noto Sondaggi, che come ogni anno offre una fotografia dettagliata dello stato di salute dei rapporti tra cittadini e amministratori locali, evidenzia come la fase politica attuale sia caratterizzata da una diffusa volatilità del giudizio popolare, influenzata da fattori contingenti come i cantieri, le scelte urbanistiche e, più in generale, la percezione della capacità di governare le complessità quotidiane.
L'assenza di un consenso solido e trasversale, dimostrata dal calo verticale di alcuni e dalla tenuta di pochi altri, lascia intendere come le dinamiche del gradimento siano sempre più legate alla comunicazione e alla capacità di gestire l'emergenza piuttosto che a programmi di lungo respiro.
Per Bologna, le parole di Casini gettano un ponte verso il futuro, affidando alla conclusione dei lavori il compito di riallineare le opinioni dei cittadini con il lavoro dell'amministrazione; per Ferrara, invece, il presente appare già sufficientemente luminoso, mentre per Reggio Emilia la sfida è quella di consolidare un gradimento che, pur positivo, non deve essere dato per scontato.




