Chiacchiere di Massari, il lusso che divide

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Iginio Massari, maestro indiscusso della pasticceria italiana, torna a far parlare di sé, e questa volta non per una nuova creazione dolciaria, ma per il prezzo delle sue chiacchiere di Carnevale. A 100 euro al chilo, il prodotto ha scatenato un dibattito acceso, dividendo chi lo considera un lusso giustificato e chi, invece, lo ritiene un eccesso. La questione, già sollevata nel 2024 quando le chiacchiere erano state offerte a 80 euro al chilo, si ripropone oggi con una cifra ancora più elevata, alimentando polemiche e riflessioni sul valore del cibo e sulla sua percezione.

In un’intervista al Corriere.it, Massari ha spiegato che dietro a quelle chiacchiere c’è un lavoro meticoloso, portato avanti da sei persone, e l’uso di ingredienti di altissima qualità, come un olio pregiato. «Esiste una bella differenza tra prodotti cari che non valgono il loro prezzo e manicaretti costosi ma eccellenti», ha dichiarato il pasticcere, sottolineando come il valore del prodotto non risieda solo nel gusto, ma anche nella cura artigianale che lo contraddistingue.

La pasticceria Massari, situata in Duomo a Brescia, è diventata un punto di riferimento per gli amanti dei dolci, ma anche un luogo di discussione. Durante una visita per verificare di persona la questione, ci si imbatte in una fila di clienti in attesa, mentre le chiacchiere vengono preparate al momento. Il prezzo, che può sembrare esorbitante, non sembra scoraggiare gli acquirenti, pronti a pagare pur di portare a casa un prodotto firmato dal “re” degli sfogliati e dei lievitati.

Le reazioni online, però, sono state contrastanti. C’è chi sostiene che, se qualcuno è disposto a spendere quella cifra, il prezzo è giustificato, e chi invece critica una perdita del senso della misura, soprattutto in un periodo come quello attuale, in cui il carovita pesa sulle tasche di molti. Il dibattito, però, non si limita ai social network: è diventato un caso che interroga il rapporto tra cibo, lusso e accessibilità.

Quello che emerge, al di là delle polemiche, è una riflessione più ampia sul valore che attribuiamo ai prodotti alimentari. Massari, con la sua aplomb e la sua capacità di montare albumi (e, forse, anche polemiche), ha ribadito che non tutti i prodotti costosi sono uguali: alcuni lo sono per motivi legati alla qualità e alla lavorazione, altri no. Peccato, però, che non tutti possano permettersi di assaggiarli.

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