Iginio Massari e le chiacchiere da 100 euro: "La differenza tra caro e costoso"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Iginio Massari, il celebre pasticciere bresciano noto come il "Maestro dei maestri", ha replicato senza mezzi termini alle polemiche scatenate dal prezzo delle sue chiacchiere, dolci tipici del Carnevale che nella sua pasticceria milanese di piazza Diaz raggiungono i 100 euro al chilo. Un costo che, rispetto alla media nazionale di circa 28,8 euro rilevata da Altroconsumo, ha fatto discutere sui social e non solo, alimentando un dibattito acceso tra chi critica il prezzo e chi invece difende la qualità artigianale del prodotto.

"Cento euro al chilo sono tanti, specie per un dolce tradizionale", ha ammesso Massari in un’intervista al Corriere della Sera, senza però scendere a compromessi. "Ma tradizione non significa banalità né scarsa qualità", ha aggiunto, sottolineando come il suo obiettivo, insieme a quello dei suoi figli, sia quello di valorizzare un alimento storico, realizzandolo con la massima cura e attenzione. "Alla fine, una porzione di chiacchiere costa come un cappuccino e una brioche: un prezzo più che equo per un prodotto artigianale di alto livello", ha precisato, smorzando le critiche con una logica che punta a ribadire il valore della qualità.

Non è la prima volta che Massari si trova al centro di polemiche legate ai prezzi dei suoi dolci. Già lo scorso anno, le sue chiacchiere, vendute a 80 euro al chilo, avevano fatto discutere, superando di gran lunga la media degli altri artigiani. Quest’anno, però, il prezzo è salito ulteriormente, raggiungendo i 100 euro al chilo, con un aumento del 25% rispetto al 2023. Un rincaro che, secondo quanto riferito da MilanoToday, non sarebbe legato all’aumento dei costi delle materie prime, ma a una scelta precisa di posizionamento sul mercato.

"Sa qual è la differenza tra caro e costoso?", ha chiesto retoricamente Massari, rispondendo a chi lo accusa di praticare prezzi eccessivi. "Caro si dice di un prodotto che non vale il prezzo che ha. Costoso si riferisce a qualcosa di eccellente che non tutti si possono permettere". Una distinzione netta, che il pasticciere bresciano utilizza per difendere la sua filosofia produttiva, basata su ingredienti di alta qualità e una lavorazione artigianale che non ammette compromessi.

Le chiacchiere di Massari, chiamate "lattughe" a Brescia, sono infatti realizzate con una ricetta che punta a esaltare la leggerezza e la fragranza del dolce, mantenendo al tempo stesso un’attenzione particolare alla salute. "Perfette, leggere, salutari", le ha definite lo stesso Massari, che non nasconde l’orgoglio per un prodotto che, a suo dire, rappresenta l’eccellenza della pasticceria italiana.

Nonostante le critiche, il successo delle sue chiacchiere sembra non risentire delle polemiche. Le pasticcerie milanesi, come ogni Carnevale, si riempiono di clienti alla ricerca di dolci tradizionali, e quelle di Massari continuano a essere tra le più richieste. Un segnale che, forse, conferma come il prezzo, se giustificato da una qualità riconosciuta, possa non essere un ostacolo per chi cerca il meglio.

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