Incidente mortale al porto di Genova, colpo di sonno e iperlavoro dietro la tragedia
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Redazione Interno
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Genova - Nella notte tra il 17 e il 18 dicembre, intorno alle 3, un tragico incidente ha scosso il porto di Genova Prà. Giovanni Battista Macciò, operaio di 52 anni, è stato investito e ucciso da una ralla guidata dal collega Paolo Scovazzi, portuale della Culmv. L'incidente è avvenuto mentre Macciò stava effettuando il controllo dei sigilli di un contenitore.
Scovazzi, che ha subito ammesso di aver avuto un colpo di sonno dovuto alla stanchezza per il troppo lavoro, è risultato positivo ai cannabinoidi durante la visita medico legale effettuata all'ospedale Galliera subito dopo la tragedia. Tuttavia, non era in stato di alterazione al momento dell'incidente. L'operaio ha dichiarato di aver fumato una canna uno o due giorni prima dell'incidente, per cercare di combattere l'insonnia.
Le indagini, condotte dalla procura, hanno acquisito le immagini delle telecamere del porto per ricostruire la dinamica dell'incidente. Scovazzi, difeso dall'avvocato Paolo Scovazzi, è indagato per omicidio colposo. Durante i controlli di rito, è risultato negativo all'alcol test.
L'incidente ha sollevato preoccupazioni riguardo alle condizioni di lavoro nel porto, con particolare attenzione all'iperlavoro e alla sicurezza dei lavoratori.




