Operaio travolto e ucciso in porto a Genova
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Redazione Interno
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Genova. Nella notte tra il 18 e il 19 dicembre, intorno alle 3, un tragico incidente ha scosso il porto Psa di Pra’. Giovanni Battista Macciò, portuale della Culmv, è stato investito e ucciso da una ralla guidata dal collega Paolo Scovazzi P.R., anch'egli portuale, che ha dichiarato di aver avuto un colpo di sonno dovuto alla stanchezza per il troppo lavoro. Scovazzi, risultato positivo ai cannabinoidi durante la visita medico legale effettuata subito dopo l'incidente, ha precisato di non essere in stato di alterazione al momento del fatto.
Secondo quanto riferito dall'avvocato di Scovazzi, il portuale ha ammesso di aver fumato una canna uno o due giorni prima dell'incidente, spiegando che lo aveva fatto per cercare di dormire. La dinamica dell'incidente, definita "anomala" dagli inquirenti, è ora oggetto di indagine per comprendere le cause che hanno portato alla tragica manovra.
Scovazzi, visibilmente distrutto per quanto accaduto, ha espresso il suo dolore per la perdita del collega, definendo l'altro portuale rimasto ferito come un fratello. Le autorità stanno cercando di fare luce su eventuali responsabilità legate all'iperlavoro e alle condizioni di sicurezza all'interno del porto.
L'incidente ha sollevato interrogativi sulle condizioni di lavoro dei portuali e sulla gestione dei turni, con particolare attenzione alla prevenzione della stanchezza e all'uso di sostanze che possano influire sulla capacità di guida.




