Cuba, crisi sempre più grave: blackout, carenza di cibo e nuove sanzioni Usa
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Redazione Esteri
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La crisi di Cuba si aggrava mentre la popolazione affronta blackout continui, scarsità di viveri, difficoltà sanitarie e nuove restrizioni economiche che aumentano l’incertezza sul futuro del Paese. Nella quotidianità già segnata da forti difficoltà sociali ed economiche cresce infatti la preoccupazione per un deterioramento che coinvolge diversi aspetti della vita pubblica. Le tensioni tra le autorità cubane e l’Amministrazione statunitense hanno contribuito ad alimentare il clima di instabilità, spingendo diverse aziende internazionali a lasciare l’isola e rendendo ancora più complesso il quadro economico.
Un ulteriore segnale delle difficoltà è arrivato dalla decisione comunicata dalla Banca centrale cubana: dal 6 giugno non è più possibile utilizzare le carte di credito internazionali dei circuiti Visa e Mastercard. La misura si inserisce in una fase particolarmente delicata per l’economia nazionale, già alle prese con problemi di approvvigionamento e con una crescente pressione finanziaria. In questo contesto le autorità cubane continuano a ribadire la volontà di resistere alle difficoltà, mentre sul territorio aumentano le preoccupazioni per le conseguenze pratiche che le restrizioni stanno producendo sulla popolazione.
Blackout, carburante e difficoltà quotidiane
Secondo quanto riportato, dall’inizio dell’anno gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni di embargo nei confronti dell’isola, limitando l’importazione di petrolio e di altre materie prime considerate essenziali. Il blocco, indicato a Cuba come “El bloqueo”, prosegue da decenni e oggi si riflette in una situazione caratterizzata da frequenti interruzioni dell’energia elettrica, carenze alimentari e forti difficoltà per il sistema sanitario. Gli ospedali vengono descritti come sotto pressione, mentre l’accesso ai beni necessari risulta sempre più complicato per ampie fasce della popolazione.
Le conseguenze si manifestano anche sul mercato dei carburanti. Benzina e gasolio continuano a circolare attraverso canali illegali e vengono rivenduti a prezzi molto elevati, arrivando a costare tra tre e cinque dollari al litro. Per molti cittadini si tratta di cifre difficilmente sostenibili, ma il carburante continua comunque a essere utilizzato.




