Alzano Lombardo, violenza sessuale su una 29enne: cinquantasettenne ai domiciliari con braccialetto elettronico
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Redazione Interno
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La notte tra il 13 e il 14 febbraio scorso, nel centro di Alzano Lombardo, si è consumato un grave episodio di violenza che ha portato all'emanazione di un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un uomo del posto, un cinquantasettenne attualmente disoccupato e già noto alle forze dell'ordine, finito ai domiciliari con l'accusa di violenza sessuale aggravata -1-2. Il provvedimento, eseguito nella mattinata di venerdì 20 febbraio dai carabinieri della stazione locale su richiesta della Procura di Bergamo e firmato dal Gip, vede alla sbarra un individuo che avrebbe approfittato della vulnerabilità di una giovane donna, una ventinovenne incensurata residente nello stesso comune, la quale, a causa di una pregressa assunzione di alcol, versava in uno stato di particolare debolezza e incapacità di opporre resistenza -4.
Secondo una minuziosa ricostruzione operata dai militari dell'Arma, che hanno coordinato le indagini sin dalla segnalazione, l'indagato avrebbe accompagnato la vittima presso la sua abitazione, sfruttando la conoscenza pregressa tra i due. Fu proprio in quel contesto, all'interno delle mura domestiche della ragazza, che l'uomo avrebbe compiuto gli atti per i quali ora si trova sotto processo, abusando sessualmente di lei in un momento in cui la giovane non era evidentemente in grado di esprimere un dissenso consapevole -1-2. L'allarme, che ha permesso di attivare tempestivamente la macchina dei soccorsi, è scattato grazie all'intervento del compagno della ventinovenne: fu lui, una volta prestati i primi soccorsi alla donna, a contattare immediatamente il numero unico di emergenza 112, consentendo così ai carabinieri di avviare le prime ricerche e di raccogliere gli elementi fondamentali per identificare il presunto autore della violenza -1-4.
La vittima, dopo la drammatica notte, è stata trasportata all'ospedale Bolognini di Seriate, dove i sanitari hanno attivato il cosiddetto "percorso rosa", un protocollo assistenziale specificamente dedicato alle persone che hanno subito violenze, garantendo non solo le cure mediche necessarie ma anche il supporto psicologico previsto in questi casi -2-4. Le indagini, condotte con rapidità e precisione dai carabinieri, hanno così portato alla luce un quadro indiziario che il Gip ha ritenuto grave, disponendo per il cinquantasettenne la misura cautelare degli arresti domiciliari. Una misura che, per garantirne l'effettività e monitorare costantemente la posizione dell'indagato, è stata accompagnata dall'applicazione del braccialetto elettronico, dispositivo che consentirà alle forze dell'ordine di controllare a distanza il rispetto della permanenza dell'uomo nella propria abitazione -1-5.




