Il nuovo Voldemort della serie Harry Potter è già stato scelto, ma il volto resta per ora avvolto nel mistero

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C'è un alone di fitto riserbo, quasi una strategia di marketing che gioca sull'attesa e sulla sorpresa, attorno a quello che sarà uno dei nodi cruciali del reboot televisivo di Harry Potter in arrivo su HBO: l'identità dell'attore scelto per interpretare Lord Voldemort. Sebbene la produzione abbia già ufficializzato gran parte del cast, inclusi i tre giovani protagonisti Dominic McLaughlin, Arabella Stanton e Alastair Stout nei panni rispettivamente di Harry, Hermione e Ron, e nomi di spicco come John Lithgow (Silente), Paapa Essiedu (Piton) e Nick Frost (Hagrid), per il ruolo del Signore Oscuro vige la legge del silenzio -6. Le indiscrezioni, tuttavia, si rincorrono e si infittiscono, alimentate paradossalmente proprio da chi quel personaggio lo ha reso celebre sullo schermo.

È stato Ralph Fiennes, il Voldemort dell'epoca d'oro dei film, a gettare un sasso nello stagno nel corso di un'intervista sul tappeto rosso per il suo film 28 Years Later: The Bone Temple. Sollecitato dai giornalisti su chi avrebbe dovuto, a suo giudizio, raccogliere la pesante eredità del ruolo, l'attore ha lasciato cadere una frase che suona come una vera e propria rivelazione: "Mi hanno detto che è già stato scelto, no?", ha dichiarato Fiennes, aggiungendo poi, con un sorriso, che Cillian Murphy sarebbe stata "una scelta molto, molto buona" -1-7. Una dichiarazione, la sua, che ha immediatamente innescato un vortice di speculazioni, facendo pensare a molti che il divo di Oppenheimer e Peaky Blinders fosse l'erede designato. Lo stesso Fiennes, poco dopo, apparso quasi rendersi conto di aver forse violato un accordo di riservatezza, ha cercato di aggiustare il tiro, ammettendo di non avere certezze e di aver dato per scontato che le voci di corridoio corrispondessero al vero -10.

D'altronde, se da un lato le parole di Fiennes hanno acceso l'entusiasmo, dall'altro trovano una netta smentita nelle dichiarazioni passate dello stesso Murphy, che in precedenti interviste aveva negato qualsiasi coinvolgimento nel progetto, definendo Fiennes una "leggenda assoluta della recitazione" e augurando buona fortuna a chiunque avesse accettato l'arduo compito -1. La strategia di HBO, a ben vedere, sembra chiara e voluta. Secondo quanto riportato da fonti vicine alla produzione, la rete avrebbe effettivamente già messo sotto contratto il suo Voldemort, ma l'intenzione sarebbe quella di mantenerne segreta l'identità almeno fino all'avvio della campagna promozionale della serie, se non addirittura fino alla messa in onda della prima stagione, prevista per il 2027 -4-6. Un'operazione di cliffhanger mediatico che ricorda quanto fatto all'epoca dei film, quando l'ingaggio di Fiennes per Il calice di fuoco fu tenuto nascosto fino all'uscita del film.

Daniel Radcliffe e il "bisogno di abbracciare" i nuovi piccoli protagonisti

Mentre l'attenzione dei fan è catalizzata dal mistero casting, chi quel mondo lo ha vissuto sulla propria pelle osserva da lontano con un misto di nostalgia e partecipazione emotiva. Daniel Radcliffe, il volto che per un decennio è stato Harry Potter per il mondo intero, ha confessato in una recente intervista a People di avere scambiato opinioni e sensazioni con i suoi ex compagni di avventura, Emma Watson e Rupert Grint -2-5. Un dialogo, quello tra i tre, che non si è concentrato tanto sui dettagli produttivi o sulle scelte artistiche del nuovo adattamento, quanto piuttosto sulla dimensione umana e quasi surreale dell'assistere a un nuovo inizio.

Radcliffe ha raccontato come l'impulso principale, guardando le fotografie dei giovanissimi attori che ora calcheranno i corridoi di Hogwarts, sia stato quello di "correre a prenderli e abbracciarli" -8. Una reazione viscerale, che lui estende anche ai genitori dei nuovi interpreti, consapevole, oggi più di ieri, di cosa significhi per un bambino crescere sotto i riflettori di una macchina da presa e dentro un fenomeno globale. "Quando hai undici anni e stai facendo qualcosa, pensi: 'Certo che sono abbastanza grande per questo'", ha riflettuto l'attore, "ma ora, quando incontro dei ragazzini di undici anni, penso: 'Wow, sembra una follia'. Questo mi ha fatto rivalutare tutto e ammirare i miei genitori, che mi hanno guidato attraverso qualcosa di pazzesco con un enorme senso dell'umorismo" -5.

La serie si prepara a svelare ciò che i film non hanno mostrato

L'operazione condotta da HBO, del resto, si preannuncia ben più complessa di una semplice riproposizione in formato seriale delle avventure del maghetto. Le premesse parlano di un adattamento fedele allo spirito dei libri, ma con una libertà narrativa che il cinema, costretto a sintetizzare, non poteva permettersi. La prima stagione, composta da otto episodi e dedicata a La pietra filosofale, non si limiterà a seguire Harry passo passo, ma allargherà il suo sguardo sull'intero ecosistema di Hogwarts -3.

Verranno mostrate, per la prima volta in immagini, le stanze private dei professori, la loro vita al di fuori delle aule, e verranno anticipate dinamiche familiari che nei libri emergevano solo molto più avanti. Un esempio su tutti è quello della famiglia Malfoy: il rapporto tra Draco e suo padre Lucius, interpretato da Johnny Flynn, avrà uno spazio e una profondità maggiori, mostrando fin da subito le pressioni e le aspettative che plasmano il giovane Serpeverde -3. Quanto a Voldemort, la sua presenza, seppur eterea, si manifesterà già in questa prima stagione, presumibilmente attraverso i classici flashback della notte di Hallowe'en a Godric's Hollow e, fisicamente, sulla nuca del professor Raptor, interpretato da Luke Thallon -6-9. Un'anticipazione di quel male che, di libro in libro, prenderà sempre più e che, quando finalmente mostrerà il suo volto, dovrà fare i conti con un paragone ingombrante come quello con Ralph Fiennes.

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