Prima notte in carcere per Stefano Argentino, accusato del femminicidio di Sara Campanella

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Stefano Argentino, il 27enne di Noto fermato con l’accusa di aver ucciso Sara Campanella, ha trascorso la prima notte nel carcere messinese di Gazzi, dove è in corso l’interrogatorio di garanzia davanti al gip. La vittima, una studentessa universitaria di 22 anni, è stata aggredita con coltellate lunedì pomeriggio in viale Gazzi, a pochi passi dall’ateneo, sotto gli occhi di numerosi testimoni. Morì poco dopo il ricovero al policlinico, nonostante i soccorsi immediati.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Argentino avrebbe a lungo perseguitato la giovane, inviandole messaggi insistenti nonostante i ripetuti rifiuti. Il fermo è scattato nella notte tra lunedì e martedì nella casa vacanza gestita dai genitori dell’uomo, che – secondo le prime indiscrezioni – avrebbero tentato di favorirne la fuga. I pm Marco Colamonici e Alice Parialò, che coordinano l’inchiesta, hanno definito il gesto "crudele ed efferato", sottolineando come l’aggressore abbia colpito Sara in pieno giorno, senza alcun tentativo di nascondersi.

Dai filmati di sicurezza analizzati dalla procura emerge che la ragazza, uscita dall’università, fu seguita da Argentino fino a un distributore di carburante, dove i due scomparvero momentaneamente dalla visuale delle telecamere. Poco dopo, la scena dell’aggressione, ripresa da più esercizi commerciali. Prima di morire, Sara riuscì a inviare un messaggio a un’amica, già al corrente delle molestie subite.

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