Nuovi programmi ai licei, addio alla geostoria e piú spazio ai testi letterari

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ministero dell’Istruzione e del merito, guidato da Valditara con il supporto operativo di Loredana Perla, ha messo a punto una riforma strutturale dei programmi liceali, destinata a entrare in vigore dal settembre 2027; e non si tratta, come tengono a precisare da viale Trastevere, di una semplice ripulita ai vecchi piani di studio, bensí di un ripensamento profondo dell’impianto didattico. Tra le novità piú rilevanti, spicca l’abolizione della cosiddetta “geostoria” – la disciplina che dal 2010 accorpava i due insegnamenti – e il ritorno alla separazione netta tra storia e geografia, ciascuna delle quali avrá un manuale autonomo e un proprio spazio nell’orario settimanale. Nel biennio iniziale, dunque, si tornerá a un modello piú tradizionale, lontano dalle contaminazioni che avevano caratterizzato l’ultimo quindicennio.

Testi al centro, addio alle biografie come asse portante

Parallelamente alla riforma dei licei, sono state diffuse anche le nuove Indicazioni nazionali per la letteratura del primo ciclo, frutto di un lavoro collettivo che ha visto il contributo diretto di una cinquantina di insegnanti di primaria e secondaria. A spiegare la filosofia dell’intervento a Italia Oggi è Claudio Giunta, docente universitario che ha coordinato la redazione insieme a Clizia Carminati e Davide Profumo; il filo conduttore, spiega Giunta, è uno solo: rimettere i testi al centro, prima delle biografie degli autori e delle classificazioni storiche. Significa che si leggerá molto ad alta voce, si scriverá di piú, e si dará spazio alla letteratura contemporanea, riducendo quell’approccio enciclopedico che per decenni ha costretto gli studenti a memorizzare date e vite degli scrittori a scapito dell’analisi diretta dei brani. Una svolta, questa, che intende restituire concretezza allo studio della lingua e della narrativa.

Intelligenza artificiale, matematica e addio alla geostoria

Sul fronte dei licei, le anticipazioni fornite da Italia Oggi e poi confermate dal ministero delineano un quadro articolato: viene introdotto lo studio critico dell’intelligenza artificiale, materia che non avrá un taglio meramente tecnico ma metodologico, affiancata da un nuovo approccio alla matematica – di cui non sono stati ancora divulgati i dettagli operativi – e da un benvenuto ufficiale all’educazione relazionale, già sperimentata in alcuni istituti. La filosofia, invece, cambierá impostazione, anche se i documenti non specificano ancora in che termini. Per la prima volta, il Mim ha annunciato che le Indicazioni saranno inviate specificamente anche ai rappresentanti delle Consulte studentesche, segno di una consultazione piú ampia del solito. L’entrata in vigore è prevista per settembre 2027, e nelle prossime ore partirá la fase di consultazione pubblica sul sito del ministero.

Cronaca nera e sviluppi giudiziari: il rispetto dell’inchiesta

Non si puó parlare di riforme scolastiche senza ricordare, seppur brevemente, che il mondo dell’istruzione è stato recentemente scosso anche da fatti di cronaca nera – affrontati qui con la necessaria sobrietà – che hanno coinvolto alcuni istituti superiori. In un caso seguito dalla procura di un capoluogo di regione, un docente di lettere è stato arrestato perché accusato di atti persecutori nei confronti di una collega; le indagini, tuttora in corso, hanno portato alla sospensione dell’insegnante e all’audizione di decine di studenti, i cui racconti hanno contribuito a delineare un clima di tensione protrattosi per anni. In un altro episodio, un preside è finito sotto inchiesta per presunte irregolarità nella gestione dei fondi destinati alla sicurezza; la guardia di finanza ha acquisito documenti e contratti, mentre il tribunale del riesame ha annullato il sequestro preventivo di alcune apparecchiature, disponendo nuove verifiche. Nessuna sentenza è stata ancora emessa, e gli sviluppi giudiziari seguono il loro corso senza che si possano trarre conclusioni affrettate. Ciò che emerge, comunque, è un sistema scolastico in bilico tra riforme ambiziose e vecchie criticità mai del tutto risolte.

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