Nuovi programmi ai licei, addio alla geostoria e ai Promessi Sposi al biennio: spazio all’intelligenza artificiale
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Redazione Interno
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Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha ufficialmente diffuso le cosiddette “nuove indicazioni nazionali per i licei”, i documenti che ridisegnano le materie e l’impianto didattico del secondo ciclo. Si apre ora, come prevedibile che fosse, una fase di consultazione con il mondo della scuola – dirigenti, docenti, esperti – e, per la prima volta, verranno coinvolti in via diretta anche i rappresentanti delle Consulte studentesche, chiamati a esprimersi su un testo che segna un cambio di paradigma piuttosto netto rispetto al passato.
La geostoria smantellata, ritorno alle origini
La prima novità, forse la più simbolica, riguarda la scomparsa della “geostoria” come disciplina integrata: quella formula ibrida, in voga da anni, lascia il posto al ritorno delle due materie distinte, storia e geografia, ciascuna con i propri programmi e la propria autonomia concettuale. Lo studio dell’Occidente – e qui si riprende un’impostazione già vista nel primo ciclo – diventa protagonista assoluto, con un’attenzione particolare ai processi politici, economici e culturali che hanno plasmato l’Europa e le Americhe. Nessun accenno, invece, a una visione globale o decentrata: il baricentro resta saldamente piantato sulle sponde dell’Atlantico.
Addio ai Promessi Sposi al biennio, dentro l’intelligenza artificiale
Nel calderone delle novità spicca anche l’abbandono, perlomeno nel biennio, de “I Promessi Sposi”: il romanzo manzoniano, per decenni cavallo di battaglia dell’istruzione letteraria italiana, esce dai programmi obbligatori dei primi due anni per essere eventualmente spostato in un momento successivo del percorso. Al suo posto, o meglio accanto a nuove letture, il ministero introduce un focus sull’intelligenza artificiale, declinato non solo come strumento tecnologico ma come oggetto di riflessione critica e storica. Le indicazioni parlano di “illustrare la presenza dell’italiano nel mondo”, un obiettivo che – a detta dei tecnici – si legherebbe anche alla necessità di comprendere come le macchine apprendano e riproducano il linguaggio.
Educazione emotiva, violenza e salute: cosa cambia davvero
In continuità con la scuola del primo ciclo, viene ribadita la necessità di dedicare ampio spazio all’educazione emotiva e relazionale, così come al contrasto di ogni forma di violenza e discriminazione. Il testo non fa mai riferimento esplicito all’educazione sessuo-affettiva – un tema politicamente sensibile – ma propone di approfondire “temi quali la riproduzione e il concepimento consapevole, nonché la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili”. Una scelta, quest’ultima, che tiene insieme aspetti scientifici e responsabilità individuale, senza però scadere in indicazioni di metodo o in giudizi morali. Per quanto riguarda la matematica, l’approccio cambia radicalmente: si punta a una didattica per problemi e a una maggiore integrazione con il pensiero computazionale, lasciando indietro la tradizionale sequenza di teoremi ed esercizi mnemonici.
La procedura: consultazioni e ruolo del ministro
Il ministro Giuseppe Valditara ha già fatto sapere – attraverso i canali ufficiali del dicastero – che il documento verrà adottato solo al termine di questo percorso di ascolto, il quale serve a raccogliere osservazioni e contributi prima della stesura definitiva. Il coinvolgimento diretto delle Consulte studentesche rappresenta un elemento di rottura rispetto alle prassi precedenti, quando i ragazzi venivano ascoltati in modo informale o mediato dai docenti. Nessuna data è stata fornita per la conclusione della consultazione, né per l’entrata in vigore dei nuovi programmi. Il testo, così com’è stato diffuso, resta comunque la base di lavoro su cui si misureranno nei prossimi mesi le scuole di ogni ordine e grado, in un confronto che promette di essere tutt’altro che scontato.




