Mar Baltico, la nuova linea del fronte: Mosca accusa i baltici e pubblica una lista di “bersagli” anche in Italia
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Redazione Esteri
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Il Mar Baltico, che per decenni era stato considerato – almeno nelle cronache della diplomazia occidentale – un’area di gestibile tensione post-sovietica, si sta trasformando in un epicentro di uno scontro sempre più asimmetrico tra la Russia e l’alleanza atlantica. A segnare questa accelerazione, nelle ultime ore, sono state le parole pesanti della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, e un documento altrettanto esplicito diffuso dal ministero della Difesa di Mosca. La sostanza, al netto delle formule retoriche a cui il Cremlino ci ha abituati, è che la guerra ibrida lanciata contro l’Ucraina ha trovato un nuovo, pericoloso campo di battaglia: le acque e i cieli che bagnano Estonia, Lettonia e Lituania.
L’accusa a Tallinn, Riga e Vilnius: «Hanno aperto il corridoio ai droni»
Secondo quanto riportato dalla stessa Zakharova, i tre Paesi baltici avrebbero concesso ai velivoli senza pilota ucraini l’accesso al proprio spazio aereo – una facilitazione logistica che, nelle intenzioni di Mosca, configurerebbe un atto di partecipazione diretta al conflitto. «Se non capiscono, riceveranno una risposta», ha avvertito la portavoce, senza specificare né i tempi né la natura di questa reazione. Un’affermazione che, per chi segue da anni i meccanismi della diplomazia russa, non è affatto generica: essa introduce la possibilità di azioni di deterrenza mirate contro infrastrutture o apparati militari presenti sul territorio di quei Paesi, considerati ormai non più come semplici alleati di Kiev, bensì come retrovie operative. I baltici, dal canto loro, non hanno ufficialmente commentato l’accusa nel dettaglio, ma resta il fatto che la loro posizione geografica – incastonata tra la regione di Kaliningrad e il Golfo di Finlandia – li rende da sempre particolarmente vulnerabili a qualsiasi escalation.
Elenco di indirizzi e “possibili obiettivi militari”: la mossa inedita del ministero della Difesa
Ma la novità più inquietante arriva da un altro tavolo, quello del ministero della Difesa russo. L’ente ha infatti pubblicato un elenco – una vera e propria lista – di filiali di società ucraine e di imprese europee attive nella produzione di componenti per droni. Tra queste compaiono, ed è un passaggio che ha fatto rapidamente il giro delle cancellerie europee, anche aziende con sedi in Italia. Il documento, che definisce queste realtà come “possibili obiettivi militari”, sostiene che alla fine di marzo alcuni Paesi dell’Unione europea avrebbero deliberatamente incrementato la produzione e la fornitura di velivoli senza pilota a Kiev, finanziando al contempo fabbriche situate sul proprio suolo. In altre parole, secondo la lettura di Mosca, l’Europa non si limiterebbe più a fornire aiuti passivi: sarebbe diventata una piattaforma industriale del conflitto, dove si assemblano i mezzi che poi colpiscono le infrastrutture petrolifere e gli impianti strategici russi.
L’Italia nella lista e l’avvertimento su un “trascinamento in guerra”
La pubblicazione degli indirizzi, per quanto possa apparire una mossa più simbolica che operativa, rappresenta un salto di qualità nella comunicazione intimidatoria del Cremlino. Non è la prima volta che la Russia minaccia ritorsioni economiche o diplomatiche, ma l’esplicitazione di coordinate e sedi fisiche di aziende – alcune delle quali italiane – trasforma la minaccia in qualcosa di molto più concreto. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che azioni come quelle dei baltici e dei partner europei «stanno sempre più trascinando i Paesi europei in guerra». Una frase, quest’ultima, che andrebbe letta con attenzione: Mosca non parla più di “provocazioni” o di “atti ostili”, bensì di un coinvolgimento diretto che, a suo dire, trasforma l’intera Unione Europea in una retrovia strategica per l’Ucraina. E se il fronte orientale si allarga, il Baltico diventa lo snodo dove la logistica occidentale – dalle rotte marittime ai corridoi aerei per i droni – si scontra con la linea rossa disegnata dai missili russi.




