Riccardo Merli, lo chef lascia la stella Michelin per un borgo ligure
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il profumo della pioggia che bagna la terra asciutta, l'odore che si sprigiona quando le prime gocce bagnano il suolo arido dopo giorni di caldo, evoca un senso di attesa, calma e pace. Da questa suggestione nasce il nome del nuovo progetto di Riccardo Merli, "Petricore", il ristorante che il trentaseienne chef aprirà a metà settembre a Lingueglietta, frazione di Cipressa in provincia di Imperia.
L'annuncio dell'apertura, tuttavia, è solo una parte della storia, perché a fare notizia è soprattutto il percorso che lo ha portato fin qui: lasciare l'Olmo di Cornaredo, il ristorante stellato affidatogli da Davide Oldani, per trasferirsi in un borgo medievale di appena 50 abitanti, dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso.
Da Milano alla Liguria, la scelta di una vita più lenta
La carriera di Riccardo Merli si è sviluppata per oltre quindici anni a fianco di Davide Oldani, maestro e mentore con due stelle Michelin, e per un anno e mezzo a Montecarlo, al fianco di Alain Ducasse, tre stelle, un'esperienza che lo ha segnato profondamente. Nel gennaio 2024, Oldani gli ha affidato le redini dell'Olmo, locale con cui Merli ha ottenuto una stella Michelin. Eppure, nonostante i successi e la dimensione trovata a Milano, dove viveva a Bareggio vicinissimo al ristorante, lo chef ha deciso di cambiare radicalmente vita.
«Milano corre troppo veloce, o la ami alla follia o a un certo punto ne fai a meno», ha raccontato in un'intervista, spiegando come il richiamo del mare e il desiderio di una vita più a misura di famiglia abbiano avuto la meglio. Un cambiamento che non nasce da un rifiuto del passato, ma da una precisa scelta esistenziale: «Non è stata una scelta facile ma, diciamo, è stata portata dalla vita: mi sono sposato l'estate scorsa con mia moglie Elena, abbiamo il progetto di creare una famiglia, siamo entrambi innamorati della Liguria», ha dichiarato.
Il caso e la coincidenza: "Petricore" prende forma
La svolta è arrivata quasi per caso, come spesso accade quando le decisioni più importanti sono accompagnate da una serie di coincidenze. Dopo aver trovato una casa in riva al mare a Cipressa, Merli e sua moglie hanno scoperto che la vecchia gestione del ristorante-bar di Lingueglietta, unico punto di riferimento del borgo, stava cedendo l'attività. Il locale si trova a soli sei minuti di motorino da casa loro: «Ci siamo guardati e ci siamo detti: "facciamolo"».
L'idea di Merli è chiara: non vuole stravolgere il carattere del posto, ma portare avanti l'eredità del locale, mantenendo un servizio essenziale per i residenti e per i turisti che frequentano la zona da generazioni. Il ristorante, che avrà una capienza di circa trenta coperti, sarà un luogo dove il tempo rallenta, fuori dal caos e con vista sul mare, pensato per far sentire gli ospiti come a casa.
Una cucina semplice e di qualità, senza l'ossessione per la stella
La filosofia di "Petricore" si riflette nel menù, che punta a una cucina classica e tradizionale dove il protagonista assoluto è il gusto. I piatti, secondo le anticipazioni, saranno non complicati ma molto gustosi, con prezzi medi che si aggirano tra i 14 e i 15 euro per gli antipasti, i 18 e 20 euro per i primi, 22-23 euro per i secondi e 5-6 euro per i dolci.
Merli ha già svelato alcune delle sue creazioni, come la versione ligure della Nerato, una reginetta ripiena di provolone con zucchine trombetta saltate ed erbe locali, o una rivisitazione del pollo alla Marengo, reinterpretato con il coniglio e servito con un ripieno di verdure e gamberi e una bisque. Alla domanda se punti a ottenere nuovamente una stella Michelin, lo chef risponde con pragmatismo: «Non si dice mai di no, ma non è il focus iniziale: io anche da Olmo la stella non me l'aspettavo, volevo solo fare una buona cucina».
Ora, a una manciata di giorni dall'inaugurazione, l'attesa per l'apertura di "Petricore" è palpabile. L'unico intoppo potrebbe essere rappresentato dalla consegna del bancone del bar, un dettaglio logistico che potrebbe ritardare l'avvio. Ma per Merli, questo nuovo inizio rappresenta molto più di un semplice trasloco: è la realizzazione di un sogno, la costruzione di un luogo dove il lavoro e la vita familiare possano finalmente coincidere in un'armonia che Milano, con i suoi ritmi frenetici, non poteva offrirgli.
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