La notte europea tra capolavori e razzismo: Vinicius segna, denuncia e il Benfica-Real si ferma

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non bastava la magia del suo destro a giro, quella che all'alba del secondo tempo si è infilata sotto l'incrocio dei pali della Luz gelando il pubblico di Lisbona. No, perché la serata di Vinicius Junior, e con lui l'intera qualificazione del Real Madrid agli ottavi di Champions League, è stata segnata da un episodio ben più grave e purtroppo noto al calciatore brasiliano. Dopo aver siglato l'1-0, l'attaccante delle Merengues ha esultato con un balletto sotto il settore dei tifosi del Benfica, un gesto che ha scatenato la reazione dell'argentino Gianluca Prestianni. Ed è stato in quel frangente, in un battibecco a bordo area, che Vinicius ha riferito all'arbitro Letexier di aver ricevuto un insulto razzista: la parola "scimmia", pronunciata dall'avversario coprendosi la bocca con la maglia per non farsi leggere le labbra. La reazione del numero 7 è stata immediata: si è diretto verso il direttore di gara e ha innescato il protocollo antirazzismo della UEFA, portando a una sospensione durata quasi dieci minuti e gettando nello sconcerto l'intero stadio -1-3.

La tensione, in quei lunghi minuti, è diventata palpabile. I giocatori del Real Madrid, con Kylian Mbappé in prima linea, si sono stretti attorno al proprio compagno. Le immagini hanno mostrato il campione francese avvicinarsi a Prestianni e ripetergli in faccia, senza mezzi termini, frasi come "sei un dannato razzista" -3. C'è stato chi, come Federico Valverde, ha sottolineato l'assurdità di dover assistere a simili episodi nonostante le decine di telecamere presenti, rimarcando come il fatto di coprirsi la bocca per parlare la dica lunga sulla coscienza di chi insulta -1-7. Lo stesso Vinicius, in un post pubblicato al termine della partita, ha parlato di "codardi" che per offendere hanno bisogno di nascondersi dietro la propria maglietta, aggiungendo con amarezza che nulla di ciò che gli è accaduto rappresenta una novità né per lui né per la sua famiglia -3-7.

La versione dell'accusato, naturalmente, non ha tardato ad arrivare. Pochi minuti dopo il fischio finale, Gianluca Prestianni ha utilizzato i propri canali social per respingere al mittente le accuse, parlando di un "equivoco" e sostenendo che il brasiliano avrebbe "male interpretato ciò che crede di aver sentito" -2. Il club portoghese, dal canto suo, si è subito schierato dalla parte del proprio tesserato pubblicando un messaggio di sostegno -2. Dalla panchina del Benfica, anche José Mourinho ha tentato di smorzare i toni, pur non risparmiando una critica a Vinicius per quella che ha definito una "celebrazione provocatoria" nei confronti di 60mila persone, ma ammettendo di non potersi sbilanciare nel dare ragione all'uno o all'altro -6-10. Una posizione, la sua, che non ha evitato all'allenatore portoghese l'espulsione nel finale per proteste.

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