Scozia-Brasile, l'ultima spiaggia di Clarke passa da McTominay e da un miracolo contro la Seleção
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Redazione Sport
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La notte di Glasgow, o meglio quella che per gli orologi italiani sarà la mezzanotte del 24 giugno, porta con sé il peso di un'intera generazione. La Scozia, reduci da una prestazione opaca contro il Marocco che ha lasciato più di un dubbio sullo stato di forma della nazionale di Steve Clarke, si appresta ad affrontare il Brasile nella terza e decisiva giornata del Gruppo C ai Mondiali del 2026.
Serve un'impresa, e serve soprattutto che quella scintilla, quel guizzo che ha reso Scott McTominay un punto di riferimento nel calcio britannico, si riaccenda finalmente sul palcoscenico più importante del mondo. Perché, come sottolineato dalla Bbc, nelle prime due uscite il centrocampista non è stato nemmeno vicino al suo miglior livello, e i numeri parlano chiaro: due soli tiri in porta in altrettante partite sono un bottino magro per chi ambiva a giocarsi le proprie carte fino all'ultimo respiro.
La sfida della storia e la necessità di punti
Il confronto con il Brasile non è mai una partita qualunque per la Scozia, e la storia lo racconta con un'eco che risale a sessant'anni fa. Era il 1966 quando le due nazionali si incrociarono per la prima volta, e quel 1-1 rimane impresso nella memoria come un risultato prestigioso per i britannici. Da allora il mondo del calcio è cambiato, ma il fascino di incrociare la Seleção resta intatto, soprattutto quando in palio c'è la sopravvivenza nella competizione.
La classifica del girone, con il Brasile appena un punto sopra, rende la posta in gioco altissima: la Scozia deve vincere per scavalcare gli avversari e agganciare il treno dei sedicesimi di finale, ma anche un pareggio, seppur insperato, potrebbe rivelarsi sufficiente per rientrare tra le migliori terze. Clarke, che ha costruito la sua reputazione sulla solidità difensiva e sullo spirito di gruppo, si trova ora a fare i conti con una sterilità offensiva che rischia di vanificare il lavoro di un intero ciclo.
McTominay, il Napoli e la profezia spaziale
Il destino di questa partita, paradossalmente, sembra intrecciarsi con vicende che esulano dal campo. Da un lato c'è il giocatore del Napoli, osservato speciale non solo per le sue incursioni in area ma anche per un presagio che ha fatto il giro del web: la sensitiva brasiliana Vo Bahiana, forte di 23 milioni di follower su Instagram, ha infatti previsto che i calciatori in campo saranno rapiti da alieni e portati su altri pianeti. Un'ipotesi che, sebbene surreale, ha alimentato il tam tam mediatico attorno a una sfida che già di per sé offrirebbe spunti psicologici interessanti.
Al di là degli scherzi, però, la partita si giocherà sulla fascia sinistra di attacco brasiliana e nella capacità della Scozia di reggere l'urto fisico e tecnico di una squadra che, nonostante qualche momento di appannamento, rimane tra le favorite per la vittoria finale. Il popolo verdeoro, intanto, è in trepidazione per capire se Ancelotti, dopo aver sciolto i dubbi di formazione, schiererà un undici titolare aggressivo per blindare il primo posto, oppure se concederà spazio a qualche turnover in vista della fase a eliminazione diretta.
Dove vedere e cosa ci aspetta
La partita sarà visibile in Italia grazie alla copertura di Rai e Dazn, e si preannuncia come un crocevia fondamentale per gli equilibri del girone. Per la Scozia, che nella sfida contro il Marocco non è riuscita nemmeno a impensierire lo specchio della porta avversaria, la sfida contro i sudamericani rappresenta un salto nel buio: da un lato la prospettiva di chiudere il Mondiale con una prestazione dignitosa, dall'altro la speranza, alimentata dal singolo punto di distacco in classifica, di compiere il sorpasso che lancerebbe la squadra verso i sedicesimi.
Il centrocampo sarà il termometro della gara, e su McTominay gravano le attese di un'intera nazione, quella stessa nazione che nei giorni scorsi ha visto i propri sogni infrangersi contro la difesa marocchina. La Seleção, dal canto suo, potrebbe gestire la partita con la consapevolezza di chi ha i mezzi tecnici per colpire in qualsiasi momento, e il solo pensiero di dover fronteggiare il talento di Neymar e compagni è sufficiente a far tremare le fondamenta della difesa scozzese.
Clarke, che non ha mai nascosto l'ammirazione per il calcio brasiliano, sa che la sua squadra dovrà giocare una partita quasi perfetta per non soccombere, e che ogni distrazione, ogni pallone perso a centrocampo, potrebbe trasformarsi in una sentenza senza appello.
La classifica e le implicazioni per il girone
In caso di vittoria o pareggio, per il Brasile l'unico vero problema sarà quello di capire quale avversaria incrocerà ai sedicesimi, mentre una sconfitta aprirebbe scenari più complicati legati al ranking delle migliori terze. La Scozia, invece, gioca a carte scoperte: deve osare, ma senza scoprirsi troppo, in un equilibrio precario che ha contraddistinto molte delle sue prestazioni recenti.
La partita di mezzanotte, che per i tifosi scozzesi sarà l'alba di un nuovo giorno, rappresenta l'ultima chiamata per un gruppo che ha dimostrato di saper lottare ma che, fino a questo momento, ha peccato di incisività sotto porta. Due tiri in due partite, come ha riportato la stampa britannica, non sono il biglietto da visita di una squadra che vuole fare strada in un Mondiale, e il ritorno alla forma migliore di McTominay, quello visto nel Napoli e in alcune decisive uscite con la nazionale, è la chiave di volta per sperare in un colpo che avrebbe del clamoroso.
Se la profezia della sensitiva si rivelerà infondata, il vero mistero per gli scozzesi rimarrà quello di sbloccare un attacco che finora ha viaggiato a basso regime, contro una difesa brasiliana che difficilmente regalerà spazi generosi.




