Berlusconi, Pascale: "Vergogna e squallore a Napoli". Forza Italia? Aspetto il miracolo Occhiuto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Francesca Pascale non ha mandato giù la festa organizzata a Napoli per il novantesimo compleanno di Silvio Berlusconi. Interpellata dall'agenzia Dire, l'ex compagna del Cavaliere ha parlato di un «valzer dello squallore» riferendosi alla manifestazione voluta dal coordinatore regionale Fulvio Martusciello, molto vicino ad Antonio Tajani. «Ieri ho pensato a Silvio Berlusconi come faccio ogni giorno, da quello del suo compleanno a quello della sua dipartita. L'ho pensato con affetto, con nostalgia e anche con un pizzico di vergogna perché non siamo capaci di onorarlo politicamente e questo mi fa molto male», ha dichiarato.

La celebrazione, allestita alla Mostra d'Oltremare, ha visto sfilare cartonati a grandezza naturale del fondatore di Forza Italia, una torta monumentale con la scena della sedia spolverata davanti a Marco Travaglio durante la trasmissione di Michele Santoro, e un collegamento video di Tajani da Bruxelles.

Pascale, che è ancora vicina a Marina Berlusconi, ha definito l'evento un «baraccone indecoroso», accusando chi lo ha organizzato di usare il nome di Berlusconi «come gli pare e piace, abusando dell'educazione della famiglia che non dice nulla».

La spaccatura nel partito

Il malumore per la kermesse napoletana si intreccia con la frattura sempre più visibile dentro Forza Italia. «Nel partito esiste una divisione netta: la Forza Italia di Tajani, del controllo e della paura, e quella di Occhiuto, della speranza e della tradizione berlusconiana», ha sostenuto Pascale a margine della presentazione del libro di Roberto Occhiuto, 'Il coraggio di governare'.

Il governatore della Calabria e vicesegretario azzurro, dal canto suo, ha preso le distanze dall'etichetta di anti-Tajani: «Non sono l'anti-Tajani, sono il vice di Tajani», ha precisato durante l'incontro romano.

Alla presentazione, tenutasi alla Galleria Alberto Sordi, erano presenti esponenti di peso della cosiddetta area non tajanea, dal ministro Paolo Zangrillo a Giorgio Mulè, da Maria Elisabetta Alberti Casellati ad Alessandro Cattaneo. Occhiuto, nel suo intervento, ha spiegato che Forza Italia rischia di «ingiallirsi» e che la comunicazione del partito va rivista, in un chiaro riferimento alle recenti polemiche che hanno coinvolto il segretario, tra la questione delle gonne e il caso Regeni.

«Forza Italia deve tornare ad essere la creatura innovativa che Berlusconi pensò quando la fondò», ha dichiarato il presidente della Regione Calabria a 'Mattino 5'.

Le richieste della minoranza

Pascale non ha usato mezzi termini nemmeno sul futuro della segreteria. «Il problema è Tajani, deve lasciare il posto di segretario di Forza Italia. Io aspetto questo miracolo, non vedo l'ora di tesserarmi in Forza Italia e occuparmi dei diritti civili con la bandiera del mio partito, del mio cuore», ha affermato. La ex compagna di Berlusconi ha ricordato di essere stata «la tessera numero 2 dopo Silvio Berlusconi per molto tempo», ma di non voler aderire a una «famiglia che arranca a essere tale» finché vede «arroganza e prepotenza».

Tajani, da parte sua, aveva parlato di «chi semina zizzania» all'indomani delle tensioni interne, in un'intervista alla Stampa. Il senatore Francesco Battistoni, amico del segretario, aveva commentato la metafora con una battuta: «Mi intendo di agronomia, dia retta: mai seminare zizzania perché ostacola le coltivazioni sane». Intanto, l'aria dentro il partito resta frizzante, con il nodo dei congressi nazionali e delle tessere che continua a dividere la maggioranza azzurra.

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