Pechino Express, il trionfo amaro dei rapper e la rivincita di Chanel Totti tra scorpioni e veleni tattici
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La Cina si congeda con il retrogusto amaro dei "Sette Mostri". Ma se la maratona di 804 chilometri da Nanjing a Dengfeng premia sul traguardo Dani Faiv e Tony 2Milli, la vittoria nella settima tappa appare priva di quell'eredità narrativa che, in un gioco dove la geografia è solo un pretesto per la psicologia, conta più della velocità. I Rapper, primi per classifica ma ultimi per strategia, hanno vinto una battaglia che sa più di corto circuito che di trionfo, trascinati più dalle correnti altrui che da una reale capacità di incidere sugli equilibri. Per loro, un alloro di passaggio che non fa dimenticare l'antipatia esibita verso Jo Squillo, né quelle frecciate (poco velate) lanciate ai "vecchietti" della competizione, un atteggiamento che ne offusca la performance sul campo.
Il calvario dei "Sette Mostri" e la nausea da ribalta
Molto più sostanzioso del mero esito agonistico è il capitolo legato alla prova più temuta del reality. È accaduto che proprio Chanel Totti, la diciottenne romana in costante bilico tra il peso di un cognome celebre e la voglia di imporsi come individualità, abbia incrociato il destino della ruota. Tra le pietanze proposte – spiedini di scorpione, testicoli di maiale, cimici, larve di baco da seta e testa d'anatra – alla giovane è toccata la soluzione peggiore: dopo aver retto l'urto iniziale della testa d'anatra, lo scorpione fritto l'ha sopraffatta, provocandole dei violenti conati (fino al vomito) nonostante l'aspettativa di una texture croccante. Un incidente di percorso che, lungi dall'esser un dettaglio trash, è diventato il simbolo di una resilienza feroce. «Pensavo fosse croccante», ha ammesso, mostrando una vulnerabilità che nel gioco di Sky Uno (andato in onda giovedì 23 aprile) vale più di ogni strategia. A differenza sua, Michelle Masullo ha invece sdrammatizzato, trovando persino un sapore vagamente simile al granchio nello stesso boccone che ha mandato in tilt la figlia di Francesco Totti.
L'asse sotterraneo e le crepe nelle alleanze
La dinamica di potere, in questa settima tappa, ha subito una torsione decisiva. L'alleanza segreta siglata tra i Rapper e i Raccomandati è venuta a galla, un patto di sangue (metaforico) che ha permesso a Chanel Totti e Filippo Laurino di scampare al verdetto della busta nera. I Veloci, Fiona May e Patrick Stevens, sono finiti sul banco degli imputati per volere del duo vincitore, ma la serata si è rivelata non eliminatoria, regalando loro una salvezza temporanea che puzza di rinvio più che di grazia. A imporre il ritmo, però, sono state le DJ: Jo Squillo e Michelle Masullo, dimostrandosi "spietate chirurgiche" secondo l'analisi degli osservatori, hanno demolito l'asse avversario con la precisione di un orologiaio, gestendo il dramma (e le loro personali tensioni interne) con una freddezza tattica che le accredita come le vere "eminenze grigie" in corsa per la vittoria finale.
Lo stress degli 804 km e il passo verso il Sol Levante
Non è mancata la cronaca delle piccole grandi crisi umane. Prove di stress – si provi a resistere a 804 km di corsa – hanno fatto litigare perfino le favorite. Un disaccordo sulla scelta di una casa per la notte ha fatto scoppiare un litigio pesantissimo tra Jo Squillo e Michelle Masullo, con la più giovane che ha accusato la compagna di non ascoltare le sue richieste, arrivando a minacciare di violare il regolamento pur di non dormire in un alloggio ritenuto inadeguato. Altrettanto acceso è stato il faccia a faccia tra Chanel Totti e Filippo Laurino, culminato in un urlo liberatorio («Me ne vado a casa!») e nella successiva rivendicazione di un ruolo da protagonista: «Non ti permettere di dire che sono un peso». Con la Cina ormai alle spalle (la prossima tappa sarà in Giappone), la competizione entra nel vivo. E se la logica sportiva vorrebbe le DJ come regine della tattica, l'incognita pop rappresentata dalla grinta grezza di Chanel Totti rimane la variabile più destabilizzante sul tappeto.




