La stabilizzazione dei novemila precari della giustizia, pubblicati i bandi: Delmastro rivendica il risultato per il governo Meloni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Ministero della Giustizia, con i provvedimenti firmati il 16 marzo dal direttore generale del Personale e della Formazione, ha dato il via libera agli avvisi pubblici che avviano l’iter per l’assunzione a tempo indeterminato di 9.368 lavoratori, quelli attualmente in servizio con contratto a termine e reclutati, ai sensi del decreto-legge 9 giugno 2021, nell’ambito delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Si tratta, per la precisione, di un contingente che si avvia a diventare stabile e che rappresenta la stragrande maggioranza delle oltre undicimila unità impiegate negli uffici giudiziari di tutta Italia con la qualifica di addetti all’Ufficio per il processo, tecnici di amministrazione e operatori data entry, figure queste ultime la cui professionalità, maturata sul campo negli ultimi anni, viene ora messa al sicuro dalla dispersione che una mancata conferma avrebbe invece comportato. Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro delle Vedove, non ha nascosto la soddisfazione per un’operazione che, nelle sue parole, rappresenta il mantenimento di un impegno preciso preso dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, riuscendo laddove le precedenti compagini di governo, a suo dire, avevano invece accumulato ritardi e insuccessi.

Un piano che supera le seimila unità iniziali grazie alla rimodulazione delle risorse

Il numero definitivo delle stabilizzazioni, che consentirà dal prossimo primo luglio il passaggio a tempo pieno e indeterminato per questi novemila e passa dipendenti, non era affatto scontato, se si considera che la dotazione organica inizialmente prevista a legislazione vigente si fermava a circa seimila posti. È stato grazie a un intervento sulle piante organiche e a una rimodulazione delle facoltà assunzionali, con il reperimento di risorse aggiuntive all’interno del bilancio del Ministero, che si è potuto incrementare il numero, passando dalle tremila unità finanziate con fondi propri a oltre seimila, e raggiungendo così questo obiettivo che molti osservatori definiscono di portata epocale per il comparto. Lo stesso Delmastro, deputato di Fratelli d’Italia, ha voluto sottolineare come il governo abbia scelto di intervenire in modo strutturale, trasformando quello che era un esercito di precari, giovani e formati, in una colonna portante e stabile della macchina giudiziaria, essenziale per abbattere l’arretrato e garantire ai cittadini una giustizia più efficiente e rapida.

Il nodo calabrese e le garanzie ottenute per gli operatori del territorio

Parallelamente all’avvio delle procedure generali, si è lavorato anche per risolvere situazioni locali particolarmente complesse, come quella calabrese, dove decine di operatori giudiziari, ex tirocinanti impiegati con contratti part-time, attendevano da tempo una risposta definitiva sulla loro posizione. In questo contesto si inserisce l’incontro tra il sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro, e lo stesso Delmastro, un faccia a faccia voluto per ottenere garanzie specifiche per questi lavoratori; e la risposta, stando alle dichiarazioni degli stessi protagonisti, è stata positiva, con l’impegno a includere nel quadro complessivo delle assunzioni anche il maggior numero possibile di queste unità, un risultato che assume un significato particolare per il rafforzamento dei presidi di legalità in un territorio difficile come quello calabrese. Le procedure, infatti, mirano a consolidare l’investimento fatto con il Recovery Fund, evitando che con la scadenza naturale dei contratti, fissata per la metà del 2026, si disperda un patrimonio di competenze che nei prossimi anni sarà ancor più prezioso, considerando l’ondata di pensionamenti che colpirà il personale del Ministero.

Le reazioni del sindacato e i passaggi amministrativi per la stabilizzazione

L’operazione, che nel dettaglio porterà alla stabilizzazione di 6.919 addetti all’Ufficio per il processo, 1.488 operatori data entry e 712 tecnici di amministrazione, è stata accolta con favore anche da alcune sigle sindacali, come Confintesa Funzione Pubblica, che ha parlato di traguardo importante per lavoratori che in questi anni hanno concretamente contribuito al funzionamento degli uffici e al raggiungimento degli obiettivi del Pnrr, pur non mancando di sottolineare come l’impegno debba proseguire per includere tutte le figure eventualmente rimaste escluse. Sul piano tecnico, i bandi pubblicati rappresentano l’atto concreto che dà il via alla selezione comparativa distrettuale, un passaggio doveroso per formalizzare l’assunzione a tempo pieno e indeterminato nei ruoli dell’Amministrazione giudiziaria per il personale non dirigenziale dell’area funzionale, un percorso che ora dovrà essere gestito dai vari distretti giudiziari sparsi sul territorio nazionale, dalle corti d’appello del Nord a quelle del Sud, per garantire una copertura uniforme e senza soluzione di continuità del servizio.

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