Crollo alla Torre dei Conti, la procura indaga su due perizie contrastanti
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Redazione Interno
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Nel cuore di una Roma che si prepara al Giubileo, mentre la città si veste a festa, un cantiere sul restauro della millenaria Torre dei Conti ha restituito il volto più crudele della negligenza. Octav Stroici, un uomo di 66 anni che lì lavorava, è morto schiacciato da una parte della struttura crollata, dopo undici interminabili ore di agonia sotto le macerie, in un tentativo di salvataggio che si è rivelato, purtroppo, soltanto una lunga e drammatica vigilia. Un episodio di cronaca nera che interrompe bruscamente il racconto di una capitale in fermento per l’appuntamento religioso, squarciando il velip di normalità che spesso copre i rischi del lavoro edilizio, specialmente quando si opera su monumenti carichi di storia ma altrettanto gravati da fragilità.
Il nodo delle perizie tecniche
Proprio sulla consistenza della torre, un simbolo dei Fori Imperiali che ha attraversato i secoli, si concentrano ora le indagini della procura di Roma, la quale ha avviato un procedimento per disastro colposo, omicidio colposo e lesioni – dato che altri tre operai sono rimasti feriti – e ha già acquisito gli atti dell’appalto per i lavori di restauro. Ciò che emerge con forza, e che costituisce forse il punto cruciale dell’inchiesta, è la contraddizione tra due pareri tecnici resi a distanza di due anni: uno, risalente al 2023, giudicava i solai poco resistenti, mentre l’altro, recente, li considerava invece idonei a reggere il peso necessario per le operazioni di rimozione dell’amianto dai pavimenti. È su questo dualismo di valutazioni, che hanno di fatto autorizzato l’intervento in un’area rivelatasi poi letale, che i magistrati stanno cercando di far luce, per accertare eventuali responsabilità e ricostruire la catena di decisioni che ha portato alla tragedia.
L’appello per raccogliere prove video
Parallelamente alle attività ispettive sul luogo del disastro, le forze dell’ordine hanno lanciato un appello pubblico, di quelli che si riservano ai casi di maggiore impatto e complessità, per raccogliere materiale video e fotografico che possa aiutare a comprendere le dinamiche del primo crollo. Chiunque possieda immagini, anche solo parziali, dell’evento è stato invitato a condividerle, tramite un indirizzo email dedicato o un numero di WhatsApp appositamente istituito, allegando anche un documento di identità e i propri recapiti. Una richiesta che testimonia la meticolosità con cui i carabinieri stanno setacciando ogni possibile fonte di informazione, consci che un dettaglio apparentemente minuto, catturato forse inconsapevolmente da un passante, potrebbe rivelarsi la chiave per comprendere l’esatta sequenza degli eventi che hanno condotto alla morte dell’operaio.
La commemorazione pubblica
La gravità dell’accaduto ha trovato eco anche nelle stanze del potere locale, interrompendo il rituale della politica con la crudezza di una tragedia umana. Durante la presentazione del suo quarto Rapporto alla città, un evento pensato per tracciare un bilancio dell’operato amministrativo, il sindaco Roberto Gualtieri ha voluto dedicare un momento di raccoglimento alla memoria di Octav Stroici, ricordandone pubblicamente la scomparsa davanti al pubblico dell’Auditorium Parco della Musica. Quella commemorazione, seppur breve, ha segnato una pausa di umanità nel flusso dei numeri e dei programmi, riconoscendo, al di là delle procedure e delle inchieste, il valore di una vita spezzata mentre si compiva un lavoro fondamentale per preservare la memoria storica di Roma.
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