Estorsioni in calo in Basilicata, un'eccezione nel panorama italiano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Negli ultimi dieci anni, in Italia, si è registrato un incremento record di denunce per estorsione e un aumento delle imprese a rischio di infiltrazioni mafiose. Tuttavia, la Basilicata rappresenta un'eccezione, essendo l'unica regione del Paese dove il numero di estorsioni è in calo. Questo dato emerge da uno studio della Cgia di Mestre, basato su dati Infocamere e Banca d'Italia, che fotografa il volume d'affari delle organizzazioni criminali, stimato a livello nazionale attorno ai 40 miliardi di euro l'anno, un valore che collocherebbe la criminalità organizzata al quarto posto tra le "industrie" italiane.

Nonostante la diminuzione delle denunce in Basilicata, la mafia continua a operare, con quasi cinquecento aziende a rischio infiltrazione tra Lecco e Sondrio. In queste province, la percentuale di aziende infiltrate è inferiore alla media nazionale, ma ciò non significa che i problemi siano assenti. Nel secondo semestre del 2023, la Prefettura di Lecco ha emesso dieci interdittive in soli sei mesi, un dato preoccupante che si aggiunge alla crescita delle denunce per estorsione.

Il Trentino-Alto Adige, in particolare, ha registrato un "boom" di denunce per estorsione, con un aumento del 213% a Trento e del 362% a Bolzano. Centinaia di aziende in queste province sono connesse alla criminalità organizzata, un fenomeno che non può essere ignorato. La Cgia di Mestre ha rilevato che sono 1.852 le imprese attive nel Reggiano potenzialmente prossime a contesti di criminalità organizzata, collocando la provincia al sedicesimo posto in Italia per rischio di infiltrazione mafiosa.

Questi dati, sebbene preoccupanti, offrono uno spunto di riflessione sulla necessità di intensificare le misure di contrasto alla criminalità organizzata e di proteggere le imprese sane da possibili infiltrazioni.

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