La camorra punta sul turismo in Campania
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Redazione Economia
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In Campania, la criminalità organizzata ha trovato un nuovo terreno fertile nel settore turistico, con un giro d'affari che ha raggiunto cifre impressionanti. Secondo uno studio realizzato da Demoskopika, su cinque strutture turistiche e alberghiere confiscate in Italia, una si trova in Campania. Questo dato, già di per sé allarmante, è ulteriormente aggravato dai 155 provvedimenti interdittivi antimafia emessi in un solo anno, a cui si aggiungono le numerose richieste di avvio di istruttorie connesse al Pnrr.
La situazione in Calabria non è meno preoccupante: qui, la 'ndrangheta ha infiltrato l'economia legale del settore turistico, generando un giro d'affari di 125 milioni di euro. Questo fenomeno, che coinvolge diverse regioni italiane, è stato analizzato da Demoskopika, che ha misurato il rischio di infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico del turismo. In Emilia-Romagna, ad esempio, il giro d'affari generato da proventi illegali nel turismo è quantificabile in 230 milioni di euro.
A livello nazionale, il giro d'affari della criminalità organizzata italiana derivante dall'infiltrazione nel settore turistico è stimato in 3,3 miliardi di euro, di cui quasi la metà concentrata nelle realtà del Nord. Questo dato emerge dall'analisi di una serie di fonti ufficiali e autorevoli, tra cui Unioncamere, Direzione Investigativa Antimafia, Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Istat, Cerved e Banca d'Italia.
La Campania, con i suoi 1,5 miliardi di euro di giro d'affari illegale, detiene il primato in questo triste scenario. Le infiltrazioni criminali nel settore turistico rappresentano una minaccia concreta per l'economia legale e per lo sviluppo sostenibile delle regioni coinvolte.




