Israele, l'allarme dello Shin Bet: Hamas prepara un attacco a ridosso del voto

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il capo dello Shin Bet, David Zini, ha lanciato un avvertimento ai ministri durante la riunione a porte chiuse del gabinetto di sicurezza israeliano. Secondo le informazioni raccolte dal servizio di intelligence interno, Hamas starebbe intensificando gli sforzi per organizzare un attacco complesso o un rapimento mirato di soldati, con l'obiettivo di colpire in prossimità delle elezioni politiche del 27 ottobre o nel periodo immediatamente successivo.

Un allarme dettagliato davanti al gabinetto di sicurezza

Zini ha presentato ai ministri un quadro preoccupante che non si limita al solo fronte di Gaza. Nel corso del briefing, il capo dello Shin Bet ha segnalato la possibile collaborazione tra Hamas e altri proxy dell'Iran, citando esplicitamente anche gli Houthi dello Yemen. L'intento dell'operazione, secondo le valutazioni dei servizi, sarebbe quello di suscitare un forte impatto mediatico, perturbare l'agenda politica israeliana e influenzare la situazione operativa sul terreno.

Le misure sul terreno e il raid contro Ali al-Amoudi

Durante la stessa riunione, il capo delle operazioni dell'esercito israeliano ha riferito che il 95 per cento dei tunnel già individuati tra la cosiddetta Linea Gialla e il confine è stato sgomberato. È stato inoltre affrontato il raid condotto sabato contro Ali al-Amoudi, un esponente di alto livello di Hamas a Gaza, il cui esito non è ancora chiaro. "Se non ci siamo riusciti, ci riproveremo", ha dichiarato un alto esponente dell'intelligence militare, come riportato da Channel 12.

La posizione di Netanyahu e dello Stato maggiore

Il primo ministro Benjamin Netanyahu, intervenuto nel corso della riunione, ha ribadito che l'obiettivo israeliano a Gaza resta l'eliminazione di Hamas. "Li stiamo colpendo duramente e continueremo a colpirli, ma il nostro obiettivo è l'eliminazione", ha detto Netanyahu. Il capo di Stato maggiore, Eyal Zamir, ha dal canto suo assicurato che l'esercito è in "modalità di prevenzione continua" per evitare nuovi incidenti.

La pressione diplomatica sul fronte britannico

Sul piano internazionale, la tensione resta alta anche nei rapporti con Londra. L'ambasciatore britannico in Israele, Simon Walters, ha trasmesso un messaggio alle autorità israeliane secondo cui, se Tel Aviv dovesse procedere con la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme Est, il Regno Unito risponderà espellendo un diplomatico israeliano per ogni diplomatico britannico costretto a lasciare la sede. Il consolato conta 27 diplomatici e la decisione israeliana di chiuderlo dovrebbe entrare in vigore l'8 ottobre.

Il contesto politico israeliano a poche settimane dal voto

Le elezioni legislative israeliane sono in programma per il 27 ottobre e, secondo i media locali, si tratterebbe del primo voto politico che si tiene nei tempi previsti in quasi quarant'anni. I recenti sondaggi indicano che il blocco guidato dal partito Yashar di Gadi Eisenkot otterrebbe 54 seggi nella Knesset da 120, contro i 50 del blocco del primo ministro Benjamin Netanyahu. Per formare un governo è necessario il sostegno di almeno 61 parlamentari, una soglia che nessuno dei due schieramenti appare al momento in grado di raggiungere in autonomia.

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