Il giallo di Garlasco riapre con i video intimi e le nuove perizie informatiche
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Redazione Interno
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Il caso dell'omicidio di Chiara Poggi, la ventiseenne uccisa a Garlasco nell'agosto del 2007, torna a far discutere dopo che i consulenti della famiglia della vittima hanno depositato una relazione che solleva nuovi interrogativi. Gli esperti informatici Paolo Reale, Nanni Bassetti e Fabio Falleti, incaricati dalla difesa dei Poggi, sostengono con certezza che Andrea Sempio – attualmente indagato per quel delitto – non avesse mai visto i filmati di carattere intimo ritrovati sul computer di famiglia, video che ritraevano Chiara insieme al fidanzato dell'epoca, Alberto Stasi. Questa conclusione, consegnata alla gip di Pavia Daniela Garlaschelli, si inserisce in un procedimento giudiziario che, riaperto da poco più di un anno, continua a mostrare zone d'ombra e a richiedere accertamenti sempre più approfonditi.
La richiesta di incidente probatorio sui computer
Proprio sulla scia di tali sviluppi, la difesa di Andrea Sempio – affidata agli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia – ha formalizzato un'istanza per un incidente probatorio finalizzato a nuove analisi sui personal computer di Stasi e della stessa Chiara Poggi. La richiesta, notificata alle parti e in attesa di essere valutata dal giudice, punta a riesaminare il contenuto digitale di quei dispositivi, elementi che, secondo i legali, potrebbero portare alla luce dati finora trascurati. L’obiettivo è chiaro: scagionare il proprio assistito, insinuando che le indagini originali non abbiano esplorato a fondo tutte le piste, comprese quelle legate alla sfera privata della coppia.
Le critiche alle indagini passate e il movente
Le perplessità non si limitano all'ambito informatico. Ad alimentare il clima di incertezza ha contribuito anche la testimonianza di una genetista, la quale ha dichiarato, in un verbale di udienza, che non avrebbe condotto la perizia sul dna – attribuito proprio ad Andrea Sempio – nello stesso modo in cui operò l'allora consulente. Una presa di distanza tecnica che si somma alle dichiarazioni di un agente di polizia, la quale, durante un'audizione, avrebbe ammesso, sotto interrogatorio della difesa, l'esistenza di elementi non completamente chiariti. La linea difensiva è netta: un riesame scrupoloso di queste prove, a cominciare dai supporti informatici, potrebbe definitivamente escludere Sempio, dimostrando come il presunto movente attribuitogli sia infondato.
Un caso costruito su dettagli trascurati
La storia giudiziaria del delitto di Garlasco appare, ormai da anni, come un intricato mosaico di frammenti mai completamente decifrati. Tra questi, assume ora rilievo anche un breve video, girato nel 2007 in un istituto tecnico della zona, che mostra Sempio da adolescente insieme ad altri coetanei. Per lungo tempo considerato un dettaglio marginale, quel filato assume oggi un peso diverso nel contesto delle nuove investigazioni, diventando un tassello in cerca di una collocazione definitiva. L’insieme di questi elementi – le perizie contestate, i video intimi, le immagini d’archivio riscoperte – delinea un quadro in cui ogni certezza sembra vacillare, spingendo la magistratura a ripercorrere strade già battute, ma con strumenti e sensibilità differenti.
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