Comunali a Milano, centrodestra spaccato: Forza Italia sfida la Lega
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il centrodestra si spacca sulla scelta del candidato sindaco per le comunali di Milano del 2027. La Lega di Matteo Salvini propone le primarie e sostiene Silvia Sardone, mentre Forza Italia punta sul sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago e respinge l'ipotesi di una consultazione popolare. Lo scontro è arrivato al punto che Alessandro Sorte, coordinatore lombardo degli azzurri, ha invitato gli alleati a considerare una corsa separata. Una prospettiva che mette in discussione l'unità della coalizione proprio mentre i partiti cercano un accordo per la successione a Giuseppe Sala a Palazzo Marino.
Salvini vuole le primarie a novembre, Sardone è convinta di vincere
Il segretario del Carroccio ha rilanciato la proposta durante un sopralluogo alle case popolari di via Rizzoli, indicando il secondo fine settimana di novembre come possibile data per i gazebo. La consultazione si svolgerebbe qualora i partiti non riuscissero a raggiungere un accordo entro ottobre. Per Salvini, lasciare la decisione agli elettori permetterebbe di superare le contrapposizioni tra i dirigenti. La sua vice ha accolto la proposta senza esitazioni, dichiarandosi sicura di prevalere in un eventuale confronto interno. Il leader leghista ha anche suggerito di presentare nei quartieri i diversi aspiranti alla carica, lasciando ai cittadini la possibilità di scegliere chi rappresenterà l'intero schieramento.
La risposta degli azzurri è stata particolarmente dura. Sorte ha contestato l'idea di introdurre le primarie soltanto nel capoluogo lombardo, sostenendo che un simile metodo dovrebbe essere applicato anche nelle altre città. Per rafforzare la propria posizione ha richiamato il precedente delle elezioni del 1997, quando Gabriele Albertini conquistò il Comune sostenuto da Forza Italia e Alleanza Nazionale, battendo il sindaco leghista uscente Marco Formentini. Il coordinatore ha ricordato che quella vittoria arrivò senza la partecipazione del Carroccio alla coalizione vincente, osservando che una nuova separazione non rappresenterebbe necessariamente una tragedia. Un riferimento storico che ha trasformato il confronto sulle candidature in uno scontro politico aperto.
Forza Italia punta su Perego, Fratelli d'Italia cerca una mediazione
Il candidato sostenuto dagli azzurri ha ricevuto un'investitura pubblica durante un'iniziativa milanese alla quale hanno partecipato anche gli ex sindaci Albertini e Letizia Moratti. Il partito rivendica un peso elettorale superiore a quello della Lega e considera il proprio esponente maggiormente capace di attirare gli elettori delusi dal centrosinistra. Perego, dal canto suo, ha espresso contrarietà alla scelta attraverso i gazebo, giudicandola estranea alla tradizione politica dello schieramento. Ha ricordato che gli alleati hanno abitualmente individuato i candidati attraverso un'intesa tra i leader, costruita attorno a un programma condiviso.
La replica leghista alle dichiarazioni degli azzurri è arrivata dal segretario provinciale Samuele Piscina, che ha criticato i richiami alle divisioni del passato e ribadito la necessità di presentarsi uniti alle urne. Nel confronto è intervenuto anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, esponente di Fratelli d'Italia, contrario a un irrigidimento delle posizioni. Pur precisando che il suo partito non ha chiesto una consultazione tra gli elettori, ha giudicato sbagliato rispondere alla proposta di un alleato invitandolo ad andare per conto proprio. La formazione guidata da Giorgia Meloni si trova così a gestire il conflitto tra due partiti della maggioranza nazionale, senza aver ancora indicato una soluzione condivisa.
Anche Lupi rivendica la candidatura, mentre il centrosinistra valuta i suoi nomi
Alla disputa partecipa anche Noi Moderati, che sostiene il proprio leader Maurizio Lupi. Il coordinatore lombardo Alessandro Colucci ha accusato Forza Italia di alimentare le divisioni, mentre una rilevazione Emg pubblicata dalla Stampa attribuisce al presidente del partito il 48% delle preferenze tra gli elettori di centrodestra, contro il 32% della candidata leghista e il 12% dell'esponente azzurro. Lo stesso sondaggio indica però uno scenario sfavorevole allo schieramento conservatore nell'eventualità di una candidatura del giornalista Mario Calabresi, accreditato di una vittoria già al primo turno contro ciascuno degli aspiranti avversari considerati nella rilevazione.
Sul versante progressista, Calabresi raccoglie il 59% del gradimento rilevato tra gli elettori dell'area, contro il 27% dell'esponente del Partito democratico Pierfrancesco Majorino. La vicesegretaria del Carroccio, interrogata su quale dei due consideri più difficile da affrontare, ha riconosciuto al primo una maggiore forza potenziale e al secondo una conoscenza approfondita della città e della macchina amministrativa. Ha inoltre sottolineato la capacità di mobilitazione dell'esponente democratico, pur collocandolo più a sinistra. Nell'intervento durante il sopralluogo ha indicato anche un primo possibile provvedimento da sindaca: liberare l'immobile occupato dagli attivisti del centro sociale Lambretta e restituirlo alla città.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
