Concordato preventivo biennale, ravvedimento speciale e nuove FAQ
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Redazione Economia
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Il concordato preventivo biennale, recentemente modificato dal ravvedimento speciale, consente di sanare le irregolarità dichiarative relative al periodo 2018-2022. Le partite IVA che aderiranno al patto con il Fisco entro il 31 ottobre potranno regolarizzare eventuali redditi non dichiarati, versando un’imposta sostitutiva su una base imponibile ridotta. È importante notare che, per i contribuenti forfetari, il reddito proposto ai fini dell’adesione al concordato deve essere valorizzato al lordo dei contributi previdenziali.
Le nuove FAQ pubblicate dall’Agenzia delle Entrate il 17 ottobre chiariscono ulteriormente alcuni aspetti del concordato preventivo biennale. Tra le novità, si evidenzia che la notifica dell’avviso bonario comporta la decadenza dal concordato. Questo significa che, al momento della notifica, il contribuente perde il diritto di aderire al patto, con tutte le conseguenze fiscali del caso.
Inoltre, le FAQ forniscono chiarimenti sui redditi da indicare per i contribuenti in regime forfettario e sul trattamento delle eventuali eccedenze a credito degli acconti versati e delle ritenute subite rispetto al saldo a titolo di imposta principale. È previsto che le società di capitali trasparenti non decadano dal patto in caso di modifiche societarie, mentre l’esclusione scatta nelle ipotesi di recesso e di esclusione del socio o dell’associato di società o associazione trasparente.
Il ravvedimento speciale rappresenta un’opportunità significativa per le partite IVA di regolarizzare la propria posizione fiscale, evitando sanzioni e contenziosi con l’Agenzia delle Entrate.




