Guerra Ucraina, Trump: "Non sono un grande fan di Zelensky". Raid russi nella regione della Volinia
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Redazione Esteri
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Donald Trump non usa mezzi termini. In un'intervista rilasciata a Newsmax, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato di non essere "un grande fan" di Volodymyr Zelensky, aggiungendo che con il leader ucraino è "più difficile trattare" rispetto a Vladimir Putin. "Zelensky non è una persona con cui sia consigliabile avere a che fare", ha detto Trump, spiegando che il presidente ucraino afferma di voler raggiungere un accordo ma nei fatti non lo cerca.
La reprimenda del tycoon si concentra anche sulla ripresa degli attacchi ucraini contro le raffinerie petrolifere russe. "Se Zelensky sta di nuovo colpendo le raffinerie, l'unico risultato è che fa aumentare il prezzo del petrolio a livello mondiale", ha affermato Trump, definendo la strategia "una vergogna" e suggerendo che esistono molti altri obiettivi da colpire. Nel corso dell'intervista, il presidente americano ha anche sostenuto la necessità di elezioni in Ucraina, affermando che Zelensky "è lì da troppo tempo".
Raffica di droni russi sull'Ucraina occidentale
Nella notte tra il 15 e il 16 ottobre, le forze russe hanno condotto una nuova ondata di attacchi con droni contro infrastrutture energetiche ucraine. La regione più colpita è stata quella della Volinia, nell'Ucraina nord-occidentale al confine con la Polonia, dove circa 370.000 utenze sono rimaste senza elettricità. Il governatore regionale ad interim Roman Romaniuk ha riferito che una ventina di obiettivi nemici sono stati diretti contro la regione, danneggiando infrastrutture civili e critiche.
A Lutsk, capoluogo regionale, l'intera città è rimasta al buio e il trasporto pubblico elettrico è stato temporaneamente sospeso. I servizi municipali operano con fonti di alimentazione di riserva. Nel distretto di Manevychi, una struttura privata è stata danneggiata e due persone sono rimaste ferite, mentre cinque risultano disperse.
Altre vittime si registrano nelle regioni centrali e orientali. A Uman, nella regione di Cherkasy, i droni hanno colpito un edificio residenziale provocando il ferimento di cinque persone. Nella regione di Kharkiv e a Odessa si sono verificati attacchi con conseguenze letali, mentre a Kiev sono state effettuate interruzioni di emergenza della rete elettrica.
Kiev colpisce in profondità: nuovo attacco a un data center di Yandex
Sul fronte opposto, le forze ucraine hanno proseguito la campagna di attacchi in profondità nel territorio russo. Nella notte del 16 ottobre, droni ucraini hanno preso di mira un data center del colosso tecnologico Yandex nella regione di Vladimir, a est di Mosca. Si tratta del terzo attacco in una settimana alle infrastrutture della società russa, dopo i colpi inferti ai centri di Ryazan l'8 ottobre e di Kaluga il 9 ottobre.
Yandex, soprannominata il "Google russo", aveva già annunciato la sospensione completa delle operazioni nel centro di Vladimir dopo il precedente attacco dell'11 ottobre. Le conseguenze si sono fatte sentire anche su servizi molto utilizzati come le app per la mobilità e le consegne di cibo, con disservizi registrati anche in Kazakistan e Kirghizistan. L'azienda ha confermato su Telegram che il data center ha subito danni e che le operazioni sono state "completamente sospese".
La telefonata del Papa e la diplomazia parallela
Mentre proseguono le ostilità sul terreno, si intensificano i canali diplomatici. Papa Leone XIV, ricoverato al Policlinico Gemelli, ha avuto un colloquio telefonico con Vladimir Putin nel corso della giornata del 16 ottobre. Il Pontefice ha espresso "viva preoccupazione" per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua che consenta l'arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l'evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile.
Secondo quanto riferito dal cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, è stato il Papa a prendere l'iniziativa per perorare la causa della città assediata, dove si troverebbero circa duemila civili. Il Cremlino ha risposto con una parziale apertura, attribuendo a Kiev la responsabilità della difficile situazione nella zona ma assicurando sostegno all'iniziativa vaticana per garantire la sicurezza dei civili.
Le parole di Dmitriev e il quadro dei negoziati
Sullo sfondo delle operazioni militari, continuano i contatti tra Mosca e Washington. Kirill Dmitriev, inviato speciale di Putin per gli investimenti e figura chiave nei canali informali con l'amministrazione americana, ha dichiarato al Forum internazionale per l'energia che "il ghiaccio ha cominciato a rompersi", annunciando che Russia e Stati Uniti annunceranno presto "iniziative importanti" congiunte, pur in presenza di "resistenze considerevoli" da parte di "diverse parti".
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