Trump sblocca aiuti da 50 milioni per l'Ucraina, ma Rubio frena: "Nessuna soluzione militare"
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Redazione Esteri
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Dopo mesi di attriti, culminati nell’episodio – rimbalzato su tutti i media – dell’allontanamento di Volodymyr Zelensky dalla Casa Bianca lo scorso febbraio, i rapporti tra Washington e Kiev sembrano aver trovato una tregua. Merito dell’accordo sulle terre rare, siglato il 30 aprile dopo settimane di negoziati tesi, che ora attende la ratifica del parlamento ucraino, prevista per l’8 maggio. Un passo che, secondo indiscrezioni riportate dal Kyiv Post, avrebbe spinto Donald Trump a notificare al Congresso l’intenzione di autorizzare l’invio di equipaggiamenti militari all’Ucraina per un valore di 50 milioni di dollari.
Si tratta della prima apertura concreta da quando l’amministrazione Usa aveva sospeso gli aiuti bellici a Kiev, e arriva in un momento delicato, mentre le forze ucraine faticano a contenere l’avanzata russa. Tuttavia, le parole del senatore Marco Rubio suonano come un monito: «Non esiste una soluzione militare al conflitto», ha dichiarato, sottolineando come gli Stati Uniti, pur sostenendo Kiev, non intendano essere trascinati in un’escalation senza vie d’uscita.
L’intesa mineraria, che prevede lo sfruttamento congiunto delle risorse naturali ucraine e l’istituzione di un fondo per la ricostruzione postbellica, è stata letta da alcuni come un segnale di stabilizzazione, ma da altri – come l’analista di Difesa citato dai media locali – come una trasformazione del ruolo dell’Ucraina, da «alleato a cliente-vassallo» degli Stati Uniti. Il testo, firmato dalla vicepremier Yulia Svyrydenko e dal segretario al Tesoro americano Scott Bessent, garantisce a Washington un ruolo centrale nella ricostruzione del Paese, sollevando interrogativi sulla reale autonomia di Kiev.
Le clausole, secondo alcune voci critiche, nascondono insidie: se da un lato aprono a investimenti esteri, dall’altro rischiano di legare l’Ucraina a logiche di dipendenza economica e strategica. Intanto, il senatore repubblicano J.D. Vance ha espresso scetticismo sull’efficacia degli aiuti: «La guerra non finirà presto», ha osservato, lasciando intendere che i 50 milioni sbloccati da Trump potrebbero essere poco più che un gesto simbolico.




