Anchorage, da villaggio eschimese a snodo diplomatico: il vertice Trump-Putin nel cuore dell’Alaska
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Redazione Esteri
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Quattro anni dopo l’incontro tra i rappresentanti dell’amministrazione Biden e le controparti cinesi, Anchorage – la città più popolosa dell’Alaska, cresciuta da insediamento eschimese a hub petrolifero – si prepara a ospitare un nuovo capitolo della diplomazia internazionale. Venerdì, nel pieno del Ferragosto, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo omologo russo Vladimir Putin si siederanno allo stesso tavolo in un faccia a faccia che potrebbe ridefinire gli equilibri sul conflitto in corso.
"Un dialogo diretto, senza mediazioni telefoniche, è l’unico modo per comprendere le reali intenzioni di Mosca e trovare una soluzione", ha dichiarato Karoline Leavitt, portavoce di Trump, durante una conferenza stampa. Le sue parole lasciano intendere che l’approccio del presidente americano sarà pragmatico, lontano dalle formalità che hanno caratterizzato precedenti negoziati. Trump, del resto, ha più volte sottolineato di credere nella propria capacità di "leggere" gli interlocutori in pochi minuti, come dimostrato anche dal burrascoso incontro con Volodymyr Zelensky, definito da alcuni "un reality show nello Studio Ovale".
Secondo Giampiero Massolo, esperto di relazioni internazionali, però, "le trattative concrete inizieranno solo dopo il vertice". L’Alaska, scelta non casuale per la sua posizione geografica a metà strada tra Washington e Mosca, potrebbe dunque essere solo il prologo di un negoziato più articolato. Intanto, dalla Casa Bianca filtrano poche informazioni: l’agenda resta volutamente vaga, così come l’orario del summit, mentre Zelensky ha già bollato l’evento come "una vittoria per Putin".




