Woody Allen e la polemica con Mosca: "Putin ha torto, ma l'arte resti fuori"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La partecipazione in video-collegamento di Woody Allen alla Settimana Internazionale del Cinema di Mosca ha scatenato un caso diplomatico, dimostrando, qualora ce ne fosse ancora bisogno, come l’arte e la politica siano destinate a intrecciarsi inestricabilmente in periodi di conflitto. Il regista newyorkese, accolto dagli applausi del pubblico russo, è stato al centro di feroci critiche da parte ucraina, che ha definito la sua presenza un "insulto" alla memoria degli artisti nazionali vittime della guerra.

Durante il suo intervento da remoto, Allen ha elogiato la tradizione cinematografica russa, definendola "straordinaria", e ha scherzato sull’idea di girare un film per celebrare la bellezza di vivere in città come Mosca o San Pietroburgo. Queste affermazioni, se da un lato hanno allietato gli organizzatori della kermesse, dall’altro hanno provocato l’immediata e prevedibile reazione di Kiev.

Il ministro degli Esteri ucraino non ha usato mezzi termini, bollando l’evento come una "vergogna" e un oltraggio alla memoria di quanti sono stati uccisi o feriti dall’invasione russa. Una posizione che ha costretto lo stesso Allen a precisare il suo pensiero in merito al conflitto in corso. "Credo fermamente che Putin abbia completamente torto. La guerra che ha causato è spaventosa", ha dichiarato il regista, cercando di scindere la sfera politica da quella culturale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.