Referendum 8-9 giugno, cinque schede e una battaglia per il quorum
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Redazione Interno
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Gli italiani saranno chiamati alle urne l’8 e 9 giugno per decidere su cinque quesiti referendari, ciascuno identificato da un colore diverso: verde, arancione, grigio, rosso rubino e giallo. Si tratta di un referendum abrogativo, il che significa che votare sì equivale a chiedere l’eliminazione delle norme vigenti, mentre il no ne sostiene il mantenimento. I temi toccano ambiti cruciali, dalla cittadinanza al Jobs Act, passando per l’indennità di licenziamento nelle piccole imprese, i contratti a termine e la responsabilità solidale negli appalti.
Manca ormai poco alla consultazione, e i partiti stanno definendo le loro strategie. Se la maggioranza spinge per l’astensione, le opposizioni appaiono divise, con alcuni schieramenti che invocano il voto per superare il quorum, fissato al 50% + 1 degli aventi diritto. Senza il raggiungimento di questa soglia, il referendum non sarà valido, indipendentemente dall’esito delle preferenze.
Intanto, la campagna elettorale si intensifica. A Bologna, stasera si terrà l’ultimo grande evento prima del voto, in piazza XX Settembre, dove i promotori hanno organizzato un incontro tra discorsi, riflessioni e musica, dopo un tour che ha toccato 1.890 assemblee e oltre 250 eventi in tutta la provincia. Non mancano le iniziative originali, come quella del Piemonte, dove la Cgil ha coinvolto personaggi noti per spingere all’affluenza. Tra questi, Giorgio Locatelli, volto celebre di Masterchef, che durante il festival di Dogliani ha lanciato un appello al voto, subito rilanciato sui social del sindacato.




