Caldo record in Europa, nuova ondata di calore in arrivo: allarme dell'Oms
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Redazione Interno
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Dopo le temperature eccezionali che hanno caratterizzato la prima parte dell'estate, con picchi mai visti tra giugno e i primi giorni di luglio, una nuova e intensa ondata di calore si sta abbattendo in queste ore sul continente europeo. La massa d'aria rovente, alimentata da correnti provenienti direttamente dal Nord Africa, sta facendo schizzare i termometri in particolare sull'Europa occidentale e meridionale, dove in diverse zone si prevedono valori ampiamente superiori ai 40 gradi.
L'attenzione è massima in paesi come Spagna, Portogallo e Italia, ma l'ondata di calore sta interessando anche aree della Francia meridionale e della Germania, già provate dalle temperature estreme della scorsa settimana.
La situazione in Italia e le previsioni per i prossimi giorni
Nel nostro paese, secondo le ultime elaborazioni dei centri meteorologici, da lunedì prenderà il via quella che viene definita come la terza ondata di calore della stagione, con effetti che si faranno sentire in modo pesante su gran parte della penisola. Le previsioni indicano temperature comprese tra i 38 e i 40 gradi in molte zone del Centro-Sud, ma sono le aree insulari a destare le maggiori preoccupazioni: in Sardegna e nelle zone interne della Sicilia, infatti, i termometri potrebbero raggiungere valori eccezionali, tra i 43 e i 45 gradi.
Un quadro che mette a dura prova non solo la popolazione, ma anche i sistemi sanitari e le infrastrutture, in un contesto ormai segnato da estati sempre più roventi e da una frequenza crescente di questi eventi estremi.
L'allarme dell'Oms: "L'Europa non è pronta, prepariamoci"
Di fronte a questa escalation, l'Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato un allarme che non lascia spazio a interpretazioni: "L'Europa non è pronta". Un avvertimento che arriva mentre i numeri, più di tante parole, raccontano con drammatica chiarezza ciò che sta accadendo nel Vecchio Continente.
In Germania, per fare un esempio, l'Istituto Robert Koch per la salute pubblica ha stimato che quest'anno si siano già verificati 5120 decessi legati al caldo, e la maggior parte di questi si è concentrata durante l'ondata di calore della fine di giugno, quella stessa che ha causato oltre 2000 morti in Francia. Un bilancio tragico che ha spinto gli esperti a parlare di una situazione senza precedenti.
Giugno 2026: il mese più caldo mai registrato in Europa
A confermare la gravità del momento ci pensano i dati dell'Osservatorio climatico Copernicus, il programma europeo di osservazione della Terra, che ha certificato come il mese di giugno appena trascorso sia stato il più caldo mai registrato nel continente. La temperatura media ha toccato i 21 gradi, con un'anomalia di ben tre gradi rispetto alla media del periodo 1991-2020, un dato che lascia sgomenti.
Si sono toccati picchi oltre i 40 gradi e si sono registrate notti tropicali, con temperature minime che non scendevano sotto i 20 gradi, un record assoluto se confrontato con giugno dello scorso anno. Si tratta del secondo mese di giugno più caldo mai registrato a livello mondiale, ma per l'Europa nel suo complesso è stato il più rovente dal 1850, ovvero da quando esistono rilevazioni sistematiche, e il riscaldamento globale di origine antropica continua a spingere il termometro sempre più in alto.
Questo giugno, inoltre, è stato definito da World Weather Attribution come "praticamente impossibile" senza l'influenza dei cambiamenti climatici, in uno studio di attribuzione che ha sottolineato come l'ondata di calore di fine giugno sia stata "la più grave mai registrata".
Record di caldo in Spagna, Francia e Svizzera
Il trend non risparmia alcun paese europeo, e già negli ultimi giorni diverse nazioni hanno annunciato i rispettivi record: la Spagna ha registrato il primo semestre più caldo della sua storia, mentre la Francia ha vissuto il giugno più rovente da quando vengono effettuate le misurazioni.
Un dato che stupisce anche in Svizzera, dove è stato superato un record di caldo che resisteva da quasi ottant'anni, a testimonianza di come le ondate di calore stiano diventando sempre più frequenti e intense su tutto il continente, imponendo una riflessione urgente sulle strategie di adattamento e sulla capacità di risposta dei sistemi sanitari.




