Europa nella morsa del caldo estremo: nuovi record di temperatura e allarme annegamenti in Francia
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Redazione Interno
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L’ondata di calore che sta investendo l’Europa in questi giorni non accenna a diminuire, anzi. Le temperature hanno raggiunto livelli eccezionali in gran parte del continente, con termometri che in molte località hanno abbondantemente superato la soglia dei 40 gradi, trasformando la fine di giugno in un’anticipazione di quella che un tempo era considerata l’estate più torrida.
Il fenomeno, iniziato sull’Europa occidentale, si sta rapidamente spostando verso est, portando con sé un carico di caldo africano che mette a dura prova sistemi sanitari e infrastrutture, costringendo le autorità a prendere provvedimenti straordinari. Mentre i meteorologi segnalano uno scarto termico compreso tra i 5 e i 12 gradi sopra le medie stagionali, i dati parlano di una delle fasi di calore più estese e intense mai registrate, con effetti devastanti che vanno ben oltre il semplice disagio fisico.
Record di temperatura da Parigi a Berlino, la Germania sfiora i 42 gradi
Il cuore pulsante di questa bolla rovente sembra essere la Germania, dove i termometri hanno fatto segnare valori da capogiro. A Saarbrücken, vicino al confine francese, è stata registrata una temperatura di 41,3 gradi, un dato che rappresenta il massimo nazionale provvisorio e che è stato superato poco dopo dai 41,5 gradi rilevati a Möckern, nella zona di Drewitz.
Diverse stazioni meteorologiche, tra cui Francoforte con i suoi 40,3 gradi, hanno superato la fatidica soglia dei 40 gradi, mentre i modelli previsionali indicano un possibile ulteriore incremento, con punte che potrebbero toccare i 42 gradi nel corso della giornata odierna. La capitale francese non è da meno: a Parigi, la stazione di Montsouris ha raggiunto i 39,9 gradi, dopo che mercoledì la città aveva già toccato i 40,3 gradi, stabilendo un nuovo record di caldo per il mese di giugno che resisteva da quasi 80 anni.
Emergenza annegamenti in Francia, 74 vittime in dieci giorni
Oltre ai numeri da record, l’ondata di caldo sta lasciando una scia di vittime indirette, un aspetto che rende questa emergenza climatica una vera e propria tragedia. In Francia, il bilancio degli annegamenti è drammaticamente salito a 74 morti negli ultimi dieci giorni, come ha reso noto il ministro dell'Interno Laurent Nunez in un’intervista a Le Parisien.
La maggior parte di questi decessi, ha spiegato il ministro, è avvenuta in specchi d'acqua non autorizzati e non sorvegliati, come fiumi e laghi, dove molte persone, in particolare giovani, si sono tuffate alla ricerca di un refrigerio che purtroppo si è rivelato fatale. Un fenomeno che si era già manifestato nei giorni scorsi, quando erano state segnalate 40 vittime in soli 5 giorni, e che ha spinto le autorità a rafforzare i divieti di balneazione in zone non sicure, mentre il paese è alle prese con un’allerta rossa che ha portato alla chiusura di migliaia di scuole.
Italia e resto d'Europa: bollini rossi e allerta sanitaria
L’Italia è strettamente avvolta in questa morsa di calore, con il ministero della Salute che ha diramato un bollettino che vede 18 città contrassegnate dal bollino rosso per il massimo livello di rischio, destinato a rimanere stabile durante tutto il fine settimana del 27 e 28 giugno.
Le città con l’allerta massima, come confermano diverse fonti, includono Ancona, Bari, Bologna, Firenze, Milano, Roma e Torino, mentre aumentano i bollini arancioni in centri come Napoli, Palermo e Trieste a causa di un rialzo generalizzato delle temperature, con picchi che potrebbero raggiungere o superare i 40 gradi in diverse zone. Le ripercussioni dell’ondata di calore si fanno sentire in tutta Europa: nel Regno Unito, l’asfalto di Londra ha raggiunto temperature superficiali di 62 gradi, mentre in Spagna si stimano oltre 200 decessi in eccesso associati al caldo in soli pochi giorni.
In Svizzera, il record di caldo per giugno è stato battuto per tre giorni consecutivi, con 39 gradi raggiunti a Basilea, e la colonnina di mercurio si sta rapidamente alzando anche in Austria e Ungheria, che si preparano ad affrontare il picco dell’ondata nei prossimi giorni.
Un fenomeno senza precedenti, le stime parlano di 12mila decessi
La portata di questo evento climatico è tale che gli scienziati del World Weather Attribution l'hanno definita la peggiore ondata di calore mai registrata nella storia dell’Europa occidentale, evidenziando come il riscaldamento globale stia rendendo questi eventi sempre più estremi. Secondo i modelli, i picchi di caldo diurno stanno aumentando a una velocità tripla rispetto alla media globale, erodendo la capacità di recupero delle popolazioni urbane.
In questo contesto, un'analisi pubblicata dall'Economist, basata sul modello statistico di Masselot che lega la temperatura alla mortalità in 854 città europee, ha stimato che l’attuale ondata di calore potrebbe provocare fino a 12mila decessi nel Vecchio Continente. Mentre l’anticiclone africano continua a dominare la scena, con l’allerta che si estende verso l’Europa centrale e i Balcani, il continente si trova a fare i conti con una realtà climatica che, per intensità e precocità, sembra aver definitivamente superato i parametri del passato.




