Santanchè lascia il ministero: “Obbedisco e pago anche per gli altri”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La resistenza, nella sua Versilia, dove si era ritirata per smaltire l’amarezza con una cena a base di pesce e bollicine, è durata meno di ventiquattr’ore. Daniela Santanchè ha abbandonato il dicastero del Turismo nel giorno che, per la sua carriera politica, segna probabilmente la battuta d’arresto più netta, obbedendo – seppur senza tacere – al pressing serrato arrivato da Palazzo Chigi. La lettera di dimissioni, indirizzata direttamente a Giorgia Meloni, porta con sé un Titolo che richiama un’obbedienza quasi d’altri tempi, ma anche la consapevolezza di chi si ritiene ingiustamente sacrificato: “Cara Giorgia, lascio”, scrive l’ormai ex ministra, rivendicando un casellario giudiziario “immacolato” e l’abitudine, maturata in anni di esposizione pubblica e di inchieste, a “pagare i conti, anche quelli degli altri”. La precisazione, nella nota ufficiale, suona come una stoccata finale, il tentativo di non uscire di scena come un semplice “capro espiatorio” di una débâcle elettorale che, nelle sue parole, non poteva e non doveva essere addossata interamente sulle sue spalle.

Il terremoto dopo il voto e il “repulisti” innescato dalla premier

La molla che ha fatto scattare le dimissioni va ricercata nel terremoto politico seguito al referendum sulla giustizia, una consultazione che ha visto prevalere il fronte del “No” e che ha infranto l’aura di invincibilità della maggioranza di centrodestra. È in quel clima, segnato da una sconfitta considerata storica per l’esecutivo, che Giorgia Meloni ha deciso di imprimere un’accelerazione improvvisa, quella che alcuni ambienti parlamentari hanno definito un “repulisti” lampo. Dopo le dimissioni del viceministro Andrea Delmastro e di Giusi Bartolozzi, la premier ha ritenuto necessario estendere il giro di vite anche al ministero del Turismo, insistendo affinché Santanchè facesse un passo indietro. Una richiesta, quest’ultima, che inizialmente aveva incontrato il rifiuto della diretta interessata, determinata a non cedere nonostante i mesi di stillicidio e le pressioni che si erano fatte via via più asfissianti. Il dietrofront, arrivato dopo una notte di riflessione, ha sancito di fatto la completa ricomposizione della squadra di governo in chiave più meloniana, sebbene con il retrogusto amaro di un addio consumato in fretta e furia, con un messaggio che lascia trasparire una frattura – più che personale – sul metodo.

L’assegnazione del dicastero e il nodo delle successioni

Con la poltrona vacante, l’attenzione si sposta immediatamente sulle modalità di copertura del dicastero. La premier, attualmente in Algeria per una missione istituzionale volta a rinegoziare i flussi energetici, non ha ancora ufficializzato se procederà con un rimpasto immediato o se opterà per un interim, mantenendo temporaneamente la delega. Sul tavolo dei nomi, circolano con insistenza alcune figure che garantirebbero, secondo gli analisti, una continuità gestionale a un dicastero strategico per l’economia nazionale. Tra questi spicca il nome di Gianluca Caramanna, esponente di Fratelli d’Italia con una solida esperienza nel settore, così come quello di Giovanni Malagò, attuale numero uno del Coni. La scelta, in questo momento, appare tutt’altro che scontata, anche perché dovrebbe tenere conto degli equilibri interni alla coalizione e delle aspettative dei partiti alleati, in un momento in cui la maggioranza cerca di ricompattarsi dopo lo choc referendario.

Le reazioni nel centrodestra e il silenzio stampa di Salvini

Mentre la Santanchè si è ritirata nella sua villa nel parco della Versiliana, cercando di metabolizzare l’amarezza con il conforto dei familiari, il clima politico resta teso. L’uscita di scena della ministra non ha placato le tensioni, e lo si è visto nell’atteggiamento tenuto da Matteo Salvini durante una conferenza stampa alla Camera. Interpellato dai giornalisti su temi scottanti come le dimissioni di Santanchè, i delicati equilibri di governo o le vicende che hanno coinvolto Delmastro, il leader della Lega ha opposto una chiusura netta, quasi una barriera: apprezzando lo “sforzo creativo” dei cronisti presenti, ha ribadito di non voler rispondere ad alcuna domanda che esulasse dal tema ufficiale dell’incontro, dedicato al riconoscimento della comunità romena come minoranza linguistica. Un silenzio, quello di Salvini, che parla più di mille dichiarazioni e che testimonia la volontà, da parte dei vertici della coalizione, di isolare il caso per evitare ulteriori smottamenti.

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Description: Daniela Santanchè lascia il ministero del Turismo dopo le pressioni di Meloni. L'addio con "Obbedisco", le polemiche, e i nomi dei possibili successori in pole position.

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