Alzheimer, in Italia 600mila malati e nuove speranze: le 158 terapie in studio e il Piano nazionale
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Redazione Salute
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Perdere le chiavi di casa, non ricordare il nome di una persona conosciuta da anni, uscire di casa senza sapere perché. Sono gesti che capitano a tutti, soprattutto con l'avanzare dell'età, e nella maggior parte dei casi non indicano nulla di preoccupante. Quando però diventano frequenti e si accompagnano a un progressivo cambiamento delle capacità cognitive, non vanno sottovalutati: possono essere i primi segnali di un decadimento cognitivo.
In Italia sono circa 1,2 milioni le persone che convivono con una forma di demenza, di cui circa 600mila affette dalla malattia di Alzheimer, la maggior parte donne. Numeri che raccontano una realtà diffusa e spesso silenziosa, fatta di pazienti e di famiglie che si trovano ad affrontare una malattia ancora senza cura definitiva.
La campagna di sensibilizzazione rilanciata in occasione della Giornata mondiale dell'Alzheimer del 21 settembre punta l'attenzione su dieci segnali d'allarme da non sottovalutare. Si va dalla perdita di memoria che limita la vita quotidiana alla difficoltà a svolgere attività abituali, dai problemi con il linguaggio al disorientamento nel tempo e nello spazio.
E ancora: scarso o ridotto giudizio, difficoltà a tenere traccia delle cose, oggetti messi nel posto sbagliato, cambiamenti dell'umore e del comportamento, difficoltà a comprendere le informazioni visive e spaziali, ritiro dal lavoro o dalle attività sociali. Riconoscere questi campanelli d'allarme è il primo passo per arrivare a una diagnosi, che in molti casi tarda ad arrivare. A livello mondiale si stima che tre persone con demenza su quattro non abbiano una diagnosi formale, con punte che in alcuni Paesi arrivano al 90 per cento.
Mai come oggi la ricerca contro l'Alzheimer ha avuto tante armi potenziali a disposizione. Sono 158 le possibili terapie in valutazione in 192 studi clinici nel mondo, otto dei quali di fase III attesi al traguardo entro la fine dell'anno. Per portarli avanti servono circa 55mila volontari e, a causa dei criteri di selezione molto rigidi, per trovarli bisognerebbe sottoporre a screening almeno 350mila persone. A lanciare l'allarme è il World Alzheimer Report 2026, presentato proprio in occasione della Giornata mondiale.
Il problema è che i potenziali volontari spesso arrivano troppo tardi, perché le nuove terapie agiscono soprattutto nelle fasi iniziali, quando il deterioramento cognitivo è ancora limitato. Dopo decenni di fallimenti, i primi farmaci capaci di intervenire sui meccanismi biologici dell'Alzheimer sono gli anticorpi monoclonali anti-amiloide lecanemab e donanemab. Non guariscono e non fanno recuperare le capacità perdute, ma gli studi hanno dimostrato che in pazienti selezionati possono rallentare il declino cognitivo.
Dietro di loro avanza una nuova generazione di molecole, dal trontinemab al remternetug, fino ai farmaci diretti contro la proteina tau.
Il ministro della Salute Orazio Schillaci, aprendo al ministero la presentazione del nuovo Piano nazionale demenze 2027-2031, ha annunciato che il governo sta lavorando a una proposta di finanziamento per la prossima legge di Bilancio a sostegno dell'attuazione del Piano e per potenziare le risposte di sanità pubblica per la prevenzione, la diagnosi, il trattamento e il supporto alle persone con demenza e ai loro familiari. Il documento, messo a punto dal Tavolo presso il ministero, sarà trasmesso entro la fine di ottobre alla Conferenza Unificata.
Schillaci ha poi ricordato che il Fondo Alzheimer è stato rinnovato e incrementato con quasi 35 milioni per il periodo 2024-2026, e che il nuovo Piano offre una cornice nazionale più moderna per dare agli interventi continuità e forza strutturale. Per la prima volta, come sottolineato nelle settimane precedenti alla presentazione, si metteranno nero su bianco le voci di spesa che il Paese dovrebbe sostenere per la cura dei malati, spese che al momento pesano per almeno il 63 per cento sulle spalle delle famiglie.
In Calabria sono oltre 53mila le persone sopra i 65 anni affette da demenza e circa 30mila con deterioramento cognitivo lieve. Sono i numeri richiamati dall'assessore regionale all'Inclusione sociale, Sussidiarietà, Welfare e Pari opportunità, Pasqualina Straface, che nella Giornata mondiale dell'Alzheimer ha tracciato il bilancio degli interventi della Regione a sostegno degli anziani e delle famiglie.
Più di 20 milioni di euro sono stati destinati a questo scopo, in un quadro che vede la Calabria impegnata su un fronte complesso, dove il sostegno economico si intreccia con la necessità di servizi territoriali adeguati e di personale qualificato. La giornata del 21 settembre è stata anche l'occasione per rilanciare lo slogan della campagna di sensibilizzazione: "Prima si sa, più si può fare".
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