Zelensky incontra il Papa, un appello per riportare a casa i prigionieri ucraini

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Volodymyr Zelensky, presidente dell'Ucraina, ha incontrato papa Francesco in Vaticano, in un colloquio durato trentacinque minuti, durante il quale ha chiesto l'aiuto della Santa Sede per riportare in patria gli ucraini catturati dalla Russia. L'incontro, avvenuto nella sala della Biblioteca, è stato seguito da un colloquio con il segretario di Stato Pietro Parolin e monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le organizzazioni internazionali. Zelensky ha sottolineato l'importanza di risolvere la questione dei prigionieri, tra cui molti civili, adulti e bambini, detenuti nelle carceri e nei campi in Russia.

Il presidente ucraino, in viaggio tra le capitali europee per rafforzare il sostegno militare a Kiev e presentare il suo "piano per la vittoria" in vista di un possibile summit a novembre, ha incontrato anche il premier britannico Keir Starmer e il nuovo segretario della Nato Mark Rutte a Londra, prima di volare a Parigi per un faccia a faccia con il presidente francese Emmanuel Macron. Durante l'incontro con papa Francesco, Zelensky ha ribadito la necessità di una pace "giusta e stabile" e l'impegno umanitario per riportare a casa i bambini ucraini deportati in Russia.

L'incontro tra il Papa e Zelensky, il terzo dall'invasione russa dell'Ucraina, ha segnato una convergenza non scontata nei mesi passati, superando le polemiche e le incomprensioni che avevano caratterizzato i rapporti tra i due. Zelensky è stato accolto nel Cortile di San Damaso dal reggente della Casa Pontificia, monsignor Leonardo Sapienza, e ha poi proseguito verso la sala della Biblioteca per il colloquio privato con il Pontefice. Al termine dell'incontro, il presidente ucraino ha incontrato il cardinale Parolin per discutere dello stato della guerra e della situazione umanitaria in Ucraina, nonché delle possibili vie per porre fine al conflitto e raggiungere una pace duratura.

L'incontro ha visto un rafforzamento dei legami tra l'Ucraina e la Santa Sede, con un focus particolare sulla questione dei prigionieri e dei bambini deportati.

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