Arresto di Marco Di Nunzio: accuse di falso testamento e tentata estorsione
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Redazione Interno
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L'imprenditore torinese Marco Di Nunzio, residente da anni in Colombia, è stato arrestato dalle autorità sudamericane. Le accuse contestate dalla Procura di Milano sono di falsità in testamento e tentata estorsione. Di Nunzio avrebbe redatto un falso testamento in cui Silvio Berlusconi lo citava come erede e avrebbe anche agito minacciando gli eredi legittimi del Cavaliere, i cinque figli, nell'intento di insinuarsi nell’asse ereditario e farsi corrispondere le somme e i beni indicati nel documento apocrifo o una eventuale minor somma per tacitare le sue pretese.
L'arresto in Colombia
Di Nunzio è stato arrestato in Colombia, dove viveva da tempo nella zona di Cartagena, celebre per essere stata raccontata dallo scrittore Gabriel Garcia Marquez. L'imprenditore, originario di Torino, è accusato di aver fatto pervenire un presunto testamento, attribuito a Silvio Berlusconi, alla famiglia dell’ex premier scomparso a giugno. Il documento presentato dall’imprenditore prevedeva cospicue donazioni a suo favore, ma sin dal principio erano emersi numerosi dubbi sull’autenticità dello scritto.
Le minacce ai figli di Berlusconi
Dalla Colombia, Di Nunzio faceva partire le sue "minacce" verso Milano e Arcore, con destinatari i cinque figli di Silvio Berlusconi, cercando di "insinuarsi nell’asse ereditario" dell’ex premier scomparso il 12 giugno dell’anno scorso. Come luogo di domicilio aveva indicato Ciudad Perdida Sierra Nevada, il celebre sito archeologico colombiano della "città perduta" fondata circa 650 anni prima di Machu Picchu. Questa scelta sembra essere uno dei tanti tentativi di truccare le carte e confondere le acque.




