Il testamento di Armani, in attesa del via libera del Comune di Milano
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’apertura del testamento olografo di Giorgio Armani, stilista scomparso lo scorso 4 settembre all’età di novantun anni, è subordinata al completamento di un inevitabile iter burocratico. L’atto fondamentale, che svelerà le ultime volontà dell’imperatore della moda italiana, non potrà infatti essere dischiuso prima che il Comune di Milano rediga e rilasci il cosiddetto documento per riassunto dell’atto di morte, un passaggio formale ma indispensabile per procedere. Sebbene i tempi tecnici per questa pratica siano generalmente stimati in circa due settimane, non si esclude che, data la rilevanza internazionale del defunto, gli uffici di Palazzo Marino – dove le bandiere sventolano a mezz’asta in segno di lutto – possano operare con una celerità straordinaria per accorciare i tempi d’attesa.
Nel frattempo, mentre il mondo della moda è scosso da un sentimento che mescola commozione e una palpabile incertezza sul futuro, si è svolta in forma strettamente privata la cerimonia funebre. I funerali, definiti “semplici e sobri” nel rispetto dello stile che ha sempre caratterizzato l’uomo, si sono tenuti nella chiesetta di San Martino a Rivalta, nel Piacentino, alla presenza di una ristretta cerchia di una settantina di persone. Alla funzione, celebrata in un clima di profonda partecipazione, hanno preso parte il compagno di una vita e braccio destro Leo Dell’Orco, la sorella Rosanna Armani, le nipoti Silvana, Roberta e Andrea Camerana con le rispettive famiglie, oltre ai collaboratori più fidati e a qualche manager storico.
A raccontare gli ultimi, privati istanti della vita del maestro è stato, per espressa volontà della famiglia, non un parente o un alto dirigente ma un dipendente che per tre decenni si è dedicato alla sua cura personale nella casa milanese di via Borgonuovo. Un uomo discreto e commosso che ha ricordato come Armani se ne sia andato “in pace e sereno”, avendo trovato la forza di ringraziare, fino all’ultimo, tutte le persone che lo hanno aiutato nel suo percorso.




